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lunedì 20 giugno 2016

AMMINISTRATIVE 2016, RISULTATI DEI BALLOTTAGGI: ROMA E TORINO CINQUE STELLE, SALA VINCE A MILANO

Raggi
Virginia Raggi(M5S) neo eletta
Sindaco di Roma
Ieri era il giorno dei verdetti dei comuni finiti al ballottaggio dopo il primo turno e notevoli sono state le sorprese, se a Roma la vittoria di Virginia Raggi del Movimento 5 stelle era un risultato prevedibile non si può di certo dire lo stesso per la candidata grillina Chiara Appendino a Torino che ha battuto l'uscente Piero Fassino(PD), a Milano l'ex commissario Expo Giuseppe Sala è riuscito a spuntarla su l'agguerrito Stefano Parisi(centrodestra) che gli ha dato filo da torcere fino a l'ultimo voto, a Bologna e Napoli si riaffermano i sindaci uscenti(Merola del PD e De Magistris con le Liste Civiche), nella città partenopea con una vittoria netta, unica città conquistata dal centrodestra è Trieste con Di Piazza.

Ma scendiamo nell'analisi del voto città per città per valutare chi e cosa ha portato a l'elezione di un sindaco piuttosto che un altro:

ROMA

Come già detto nell'articolo relativo ai risultati del primo turno la vittoria di Virginia Raggi del Movimento 5 Stelle era nell'aria, sopratutto dopo che al ballottaggio ci è finito Roberto Giachetti(candidato del PD), partito da cui arrivava il decaduto sindaco uscente Ignazio Marino fatto fuori dalla sua stessa coalizione, Roma versa in uno stato politico pietoso e dopo che per tutti questi anni sia a destra che a sinistra si è fatto praticamente di tutto(mafia capitale docet) il Movimento 5 Stelle sembrava rappresentare davvero l'ultima spiaggia, l'ultima speranza per la capitale, ed i romani hanno voluto dare un chiaro segnale di cambiamento radicale che ora però dovrà esser incarnato a pieno dalla Raggi e compagni/e, qui è stato un chiaro voto di protesta poco influenzato dallo sconfitto elettorato di centrodestra, che con Meloni e Marchini separati ha perso ed ha si in parte appoggiato la candidata penta-stellata ma senza influire per l'elezione, al contrario di altre realtà come Torino.

La Raggi ha ottenuto il 67,2% dei consensi contro il 32,8% di Giachetti.

TORINO

Chiara Appendino(M5S),
nuovo Sindaco di Torino
Ed affrontiamo proprio Torino quindi dove Chiara Appendino sempre del Movimento Cinque Stelle è stata eletta sindaco della città sconfiggendo il sindaco uscente Piero Fassino(PD) nonostante in questi anni abbia amministrato in modo impeccabile la città della mole, qui appunto a determinare il verdetto(ribaltato rispetto al primo turno) è stato l'elettorato di centrodestra che a Torino è risultato completamente distrutto(con tre candidati differenti, uno a l'8% e due al 5%) che evidentemente hanno fornito quel plus di voti necessari alla candidata grillina per essere eletta, se al contrario di Roma l'elezione della Raggi è stato un chiaro voto di protesta o comunque verso un cambiamento radicale qui si tratta di un voto chiaramente politico con l'elettorato di centrodestra(nonostante decimato) che ha soffiato prepotentemente verso l'elezione della Appendino dando alla città un nuovo sindaco con degli scenari politici molto molto incerti, una scelta che vedremo quali ripercussioni avrà visto che come detto il sindaco uscente aveva lavorato in modo egregio e con ampia soddisfazione dei cittadini.

La Appendino è stata eletta con il 54,6% dei voti contro il 45,4% di Fassino.

MILANO

Giuseppe Sala(Pd),
nuovo Sindaco di Milano

Qui era una sfida classica e del tutto bipolare, un classico centrosinistra contro centrodestra dei vecchi tempi andati ed infatti la sfida è stata accesa fino a l'ultimo voto, alla fine a spuntarla è stato il candidato di centrosinistra Giuseppe Sala con il 51,7% dei consensi contro il 48,3% di Stefano Parisi, Milano resta quindi nelle mani del Partito Democratico.





NAPOLI


Qui sin dal primo turno si era capito che Luigi De Magistris avrebbe sbancato la concorrenza senza troppi patemi ed infatti così è stato, il sindaco uscente non appoggiato da nessun partito è riuscito a spuntarla con il 66,8% dei voti sul candidato del centrodestra Giovanni Lettieri(già sconfitto cinque anni fa) che si ferma al 33,2%.

BOLOGNA

A Bologna(città rossa da decenni) a spuntarla è stato si il candidato di centrosinistra Virginio Merola ma in modo non così netto ottenendo infatti il 54,6% dei consensi contro la candidata di centrodestra di matrice leghista Lucia Borgonzoni che si ferma al 45,4%, è tuttavia importante sottolineare di un cambiamento in atto nella città felsinea dove una candidata leghista ottiene comunque un largo consenso e la Lega Nord è primo partito del centrodestra con il 10% dei voti(Forza Italia si è fermato al 6%).

TRIESTE

E chiudiamo con una città non analizzata nel primo turno ma da rilevare per essere la sola grande città che elegge un sindaco di centrodestra, nella fattispecie Roberto di Piazza che ottiene il 52,6% dei consensi contro il 47,4% del candidato di centrosinistra Roberto Cosolini.

ANALISI DEL VOTO

Per Roma e per Torino le due vittorie cinque stelle sono molto diverse tra loro, come detto infatti se per Roma l'influenza dell'elettorato sconfitto è stata ininfluente per la vittoria della Raggi del tutto opposta è l'analisi da fare per Torino dove la Appendino l'ha spuntata proprio grazie a l'elettorato destrorso determinando però di facto una batosta senza eguali per Renzi ed il suo partito che conquista si Milano per un soffio ma vede un crollo verticale dei propri consensi segno che forse la popolarità del premier è in caduta libera e che il referendum di Ottobre potrebbe destare non poche sorprese anche sulla spinta dell'ondata grillina che ora potrà fare la voce grossa amministrando due città importantissime, Movimento Cinque Stelle che però è ora chiamato alla vera prova del nove, al test più importante dalla nascita del movimento, amministrare la Capitale d'Italia e Torino non sarà impresa semplice ed un eventuale buona riuscita potrebbe portare al trionfo dei grillini anche a livello nazionale nelle prossime elezioni politiche, d'altro canto però eventuali fallimenti potrebbero determinarne un rapido calo dei consensi financo alla sua fine vista la spiccata volubilità dell'elettorato grillino.

Sul fronte centrodestra la disfatta è si totale ma in gran parte è generata dalla tendenza suicida che il centrodestra da qualche anno a questa parte sta attuando presentandosi spesso e volentieri diviso, ma tuttavia nelle poche realtà in cui si presenta coeso riesce a lottare in modo prepotente(vedi Milano) e talvolta a spuntarla(vedi Trieste), segno che la destra in questo paese è viva, specie per la forte influenza che la Lega Nord sta avendo da un anno a questa parte grazie alla verve di Matteo Salvini in fondo vero leader del fronte azzurro che ormai tende sempre più al verde.

CONCLUDENDO:

Movimento Cinque Stelle alla battaglia finale, per la serie "vittoria o morte"!

Il Partito Democratico che inizia a raccogliere i primi cocci rotti di una politica forse troppo tendente verso il centro e talvolta a destra più che a sinistra, cosa che sta portando l'elettorato "rosso" verso i cinque stelle.

Il Centrodestra che vede solo nella Lega Nord la sua speranza trionfale e che può lottare per la vittoria solo se completamente unito, ma senza poter dominare in modo netto come nell'era berlusconiana più sublime.

lunedì 6 giugno 2016

AMMINISTRATIVE 2016- ANALISI E COMMENTO DEI RISULTATI DEL PRIMO TURNO

Virginia Raggi, candidata Sindaco a Roma
per il Movimento 5 Stelle

ROMA
Virginia Raggi(in foto) è stata sicuramente la protagonista indiscussa delle elezioni amministrative 2016, candidata Sindaco a Roma(la quale situazione è ben nota)per il Movimento Cinquestelle ha sbaragliato la concorrenza ottenendo il 35,2% dei consensi andando al ballottaggio con Roberto Giachetti(PD) che si ferma solo al 24,2%, ben nove i punti percentuali da recuperare in vista del secondo turno previsto per il 16 Giugno, al terzo posto ha chiuso Giorgia Meloni che ad inizio spoglio è stata in lotta proprio con il candidato renziano per il ballottaggio per poi assestarsi al 20,6%, male il candidato di Forza Italia Alfio Marchini che si attesta intorno al 10%, per Fassina(Sinistra Italiana) il risultato è stato intorno al 5%, ed è proprio qui che Giachetti dovrà rosicchiare voti sperando di colmare il restante divario confidando inoltre ad un improbabile appoggio di un candidato di destra.

MILANO

Giuseppe Sala(a sinistra)e Stefano Parisi
(a destra)
Se a Roma tutto sembra indirizzato verso una vittoria cinquestelle a Milano la situazione è ben diversa con il bipolarismo che ha retto perfettamente, Giuseppe Sala(Centrosinistra) si piazza in testa con il 41,7% seguito a ruota da Stefano Parisi che con un centrodestra unito raggiunge il 40,8%, fuori dai giochi il candidato cinquestelle Gianluca Corrado che si attesta intorno al 10%, insomma si prospetta una sfida a l'ultimo voto al ballottaggio, teoricamente Sala sarebbe favorito in quanto molti degli altri candidati sconfitti provengono dall'ala di sinistra, bisognerà solo capire se decideranno di appoggiarlo concretamente o meno.

NAPOLI

Luigi De Magistris(in foto)
A Napoli si regista un fatto più unico che raro con il sindaco uscente Luigi De Magistris non sostenuto da nessun partito politico che ottiene il 42,8% staccando nettamente il candidato del centrodestra Giovanni Lettieri che si ferma solo al 24%, fuori dai giochi la candidata di centrosinistra Valeria Valente con il 21%, evento che sta facendo tremare i vertici del Partito Democratico,il candidato cinquestelle Matteo Brambilla qui è poco sotto il 10%, insomma in vista del 16 Giugno De Magistris salvo stravolgimenti dovrebbe essere riconfermato agevolmente sindaco di Napoli.

TORINO

Piero Fassino(a sinistra) e Chiara Appendino
(a destra)
A Torino si assiste ad una mezza sconfitta del PD che è si in testa con Piero Fassino che ottiene il 41,8% ma le cui attese erano per un agevole vittoria al primo turno impedita invece dalla candidata pentastellata Chiara Appendino che con l 30,9% proverà a rompere le uova nel paniere al sindaco uscente costringendolo a dar tutto se stesso per riconfermar la sua poltrona di sindaco nella città della mole, completamente inesistente il centrodestra qui che raggiunge il suo vertice con il candidato appoggiato da Fratelli d'Italia e Lega Nord Alberto Morano con l'8,4%.

BOLOGNA

Virginio Merola(a sinistra)
e Lucia Borgonzoni(a destra)
Bologna è diventata una piazza importantissima per quanto riguarda l'analisi del voto di ieri, da sempre roccaforte sinistrorsa il candidato del PD Virginio Merola non è riuscito a superare nemmeno il 40% assestandosi al 39,5%, la sua sfidante sarà la candidata scelta dalla Lega Nord appoggiata anche da Forza Italia Lucia Borgonzoni che guadagna il 22,27%, il distacco è si netto e dovrebbe vedere il candidato di centrosinistra comunque trionfante al secondo turno tuttavia ago della bilancia saranno gli elettori del movimento cinquestelle felsineo che con il 16,59% ottenuto da Massimo Bugani potranno fare davvero la differenza al ballottaggio, Bologna rischierà davvero di cadere in mani leghiste?

Questi i risultati delle città chiave sul quale si può provare ad abbozzare un'analisi anche sul piano nazionale.

ANALISI DEL VOTO

Il Movimento Cinque Stelle nonostante non sia al ballottaggio in tutte le città ha raggiunto risultati notevoli a Torino e Roma, in quest'ultima addirittura va al secondo turno da netto favorito e con la possibilità di amministrare la capitale del paese, trampolino che rappresenterebbe davvero la prova del nove per il Movimento, quella reale occasione di governo di una grandissima piazza che, se ben amministrata potrebbe portare i cinque stelle verso un successo anche alle future legislative, d'altro canto però un fallimento potrebbe comportare l'ennesima delusione elettorale e ad un distacco forse definitivo da parte del popolo per la speranza in un reale cambiamento nonchè il tramonto di Beppe Grillo e compagni, di qualsiasi sponda siate è innegabile che specialmente a Roma mai come stavolta il Movimento Cinque Stelle sta rappresentando la vera occasione di un cambiamento reale e radicale dopo i disastri delle precedenti amministrazioni da qui a dieci anni, insomma per la capitale è davvero l'ultima spiaggia per poter confidare in qualcosa che possa migliorare la situazione.

Se il Movimento Cinque Stelle sta vedendo queste amministrative come la prova di una reale occasione di cambiamento o del definitivo fallimento in casa del Partito Democratico ci si lecca le ferite in modo particolare di quelle che, almeno fino a ieri erano le roccaforti rosse(Torino e Bologna) che ora rischiano di cadere(secondo il punto di vista Dem) in mano nemica, che sia questo un primo campanello d'allarme per un Renzi che fino ad oggi aveva ricevuto dal voto sempre una conferma del proprio operato?

E se il PD prova a salvare il salvabile non può essere certo soddisfatto il centrodestra che dovrebbe conquistare solo Trieste fra le città più rilevanti sperando nella conquista di Milano rigorosamente grazie alla solida e continua ascesa di Salvini e soci che potrebbe portare il Parisi alla conquista della "capitale del nord", trasformando la Lombardia(già sotto governo leghista) nella patria del vero centrodestra(quello del carroccio appunto) visto che politicamente parlando Forza Italia e Berlusconi sono finiti e solo Giorgia Meloni unicamente con il suo nome a Roma ha provato a tenere a galla quella destra che va al di fuori dal dominio della Lega Nord.

Ora non resta che attendere i risultati del ballottaggio per avere un analisi più accurata degli scenari futuri non solo delle grandi città ma anche per la futura guida del paese, solo dopo i verdetti del secondo turno potremmo affermare chi saranno i veri vincitori e gli sconfitti di queste elezioni amministrative 2016.

lunedì 23 maggio 2016

POLITICA - EUROPA, IL PERICOLO CHE LA STORIA SI RIPETA

Hofer
Norbert Hofer, Leader dell'estrema destra austriaca

In Austria, oggi si è andati molto vicini ad un pericoloso punto di non ritorno, una sorta di salto nel buio che poi tanto buio non era, era chiarissimo infatti quello che sarebbe successo qualora il leader dell'estrema destra austriaca Norbert Hofer avesse vinto le elezioni in patria: xenofobia, repressione dello straniero, la diversità sotto ogni forma vista come un pericolo da eliminare, insomma qualcosa a cui nei primi del '900 abbiamo già assistito e di cui i libri di storia sono pregni, nonostante qualcuno ne voglia mettere in discussione la veridicità di tali avvenimenti.

La democrazia è una cosa bellissima, la libertà del voto altrettanto, ma è un'arma a doppio taglio che, specie nei momenti di crisi economica, sociale e culturale che stiamo attraversando trasforma l'uomo in una specie di amorfo non in grado di ricordarsi e sapere che la storia è ciclica e che se non si corre ai ripari accadrà l'irreparabile, si raggiungerà il prima citato punto di non ritorno dal quale poi sarà difficile tornare indietro se non dopo guerre, sofferenze e battaglie fratricide che ci riporteranno ad un punto zero dove poi ci si renderà conto che forse si è sbagliato, esattamente come avvenne in quell'Europa post prima guerra mondiale.

van der bellen
Alexander Van Der Bellen,
leader dei Verdi e vincitore delle elezioni
austriache
Per fortuna in Austria trenta mila voti hanno salvato l'Europa dall'avvio di questo possibile scenario, ma si tratta solo di un rinvio purtroppo, il rischio è dietro l'angolo elezione dopo elezione, paese dopo paese, basterà che una sola delle grandi potenze dia il "La" a questa degenerazione xenofoba e accadrà l'irrimediabile, immaginiamo il tutto come un effetto domino, dove l'abbattimento della prima tessera farà crollare tutte le altre, domino che rappresenta l'Europa.

Molti di voi penseranno che il possibile crollo dell'Unione Europea rappresenti in fondo un faro di salvezza e la reale via d'uscita da questa crisi senza precedenti, in realtà sarebbe irrevocabilmente la catastrofe, dove la stabilità sopratutto sociale dei singoli paesi precipiterà con un crollo verticale sfociando nel caos più totale e degenerando in una disgregazione dell'unione tra i vari paesi riportando progressivamente il vecchio continente socialmente parlando a 100 anni fa, dove le masse saranno assuefatte dall'odio verso il prossimo come ancora di salvezza per la propria identità è società,  il nazionalismo estremo prevaricherà le menti e metterà inevitabilmente uno contro l'altro le varie realtà del continente dove prevarrà la legge del più forte, del più potente, del più carismatico, insomma tutto questo non vi ricorda proprio nulla?è davvero necessario che vi faccia nomi e cognomi?e bene non lo farò, son sicuro che la vostra intelligenza vi permetta da soli di comprendere che non è questa la giusta strada, non è con il voto a favore di chi fomenta l'odio verso gli altri che si crea qualcosa di diverso da quello che oggi non ci piace.

Possiamo salvarci da tutto questo? forse, è difficile ma si può ancora, ed è tutto nelle nostre mani o meglio nelle nostre menti, non lasciamoci prevaricare da chi fomenta l'odio come ancora di salvezza, l'odio ha sempre generato solo odio, dal male non può nascere bene, o meglio può farlo, ma solo dopo esserci accorti di aver sbagliato tutto e tornando sulla retta via, allora perchè sbagliare?perchè non ricreare qualcosa senza per forza passare dall'oblio più totale?l'Europa così come è non piace a nessuno questo è certo, ma non è distruggendo ciò che siamo che cambieremo le cose verso il meglio.

lunedì 14 dicembre 2015

POLITICA ESTERA- IL TONFO DELLA LE PEN

Marine Le Pen, Leader del Front National

Dopo le roboanti premesse del primo turno delle elezioni regionali in Francia ieri si è consumato l'epilogo del secondo turno che ha visto ribaltare i risultati che vedevano il Front National come primo partito in numerose regioni, la Le Pen non ha ottenuto infatti nessun Presidente mentre la "doitre" ovvero la destra repubblicana di Nicolas Sarkozy ne ha ottenute sette contro le cinque della "gauche" ovvero la sinistra di Francoise Hollande, grazie a l'alleanza tra destra e sinistra ed al ritiro dei candidati socialisti in quelle regioni dove i candidati di sinistra avevano ottenuto pochi consensi il populismo e l'avanzata del Front National sono stati sedati.

Ma non solo le alleanze hanno permesso ai partiti classici di mantenere il potere, anche una forte affluenza dei francesi al secondo turno elettorale ha permesso ciò, probabilmente si delusi dall'attuale politica ma anche spaventati dall'avanzata prepotente di un partito pur sempre di estrema destra che seppur mitigato e rispolverato in chiave più democratica per principio resta sempre tale, un partito dai principi xenofobi, antisemiti, razzisti ed omofobi che sulla carta non rappresenta gli ideali di libertà, uguaglianza e fratellanza, principi fondanti della Repubblica Presidenziale di Francia.

Nonostante la sconfitta tuttavia Marine Le Pen non si arrende e promette battaglia per le elezioni nazionali del 2017 dove si insedierà il nuovo governo, il Front National ha visto la propria impennata elettorale dopo i recenti fatti degli ultimi anni, dagli errori in chiave militare del governo Sarkozy agli scandali di Hollande per chiudere con la recente deriva terrorista in atto nel paese transalpino che ha portato sopratutto i giovani e le periferie delle città a dare appoggio al partito della Le Pen.

Destra e Sinistra esultano per il pericolo scongiurato in Francia come all'estero, tuttavia nonostante il FN non abbia ottenuto regioni ha visto in sei milioni di voti il proprio bottino elettorale ed il numero di seggi nei consigli regionali aumentato in modo vertiginoso e se destra e sinistra non metteranno in atto una politica seria ed organizzata in futuro la Le Pen e compagni nonostante il difficile sistema elettorale francese che vede assai difficoltosa la vittoria di un partito in solitaria il pericolo di ritrovarsi l'estrema destra ai massimi vertici di Francia è più che concreto.

Concludo con una breve riflessione personale, il mondo signori miei non ha bisogno di prese di potere, di proclami roboanti e di mosse che dividono i popoli, le classi sociali, le razze, le sessualità ed ogni diversità possibile e immaginabile,se a l'inizio tutto ciò potrà sembrare benefico alla lunga sarebbe controproducente portando ad una pericolosa deriva autoritaria e dispotica sino a sfociare in un ritorno a vecchie politiche similari che negli anni 40 hanno portato soltanto morte e distruzione.

lunedì 26 maggio 2014

EUROPEE 2014- RENZI ASFALTA TUTTI, CROLLANO GRILLO E FORZA ITALIA, ENTRA TSIPRAS


Ormai i risultati sono definitivi, il Partito Democratico ha stravinto le Elezioni Europee 2014 staccando di ben 19 punti percentuali (ottenendo il 40,8%) il suo principale avversario ovvero il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo che si ferma al 21,2% (meno 3 milioni di voti rispetto alle scorse politiche), crollo anche per Forza Italia che raggiunge il minimo storico con il 16,8%, sale la Lega Nord con il motto "Basta Euro" al 6,2%, i leghisti già promettono un'alleanza con il Front National di Marine Le Pen che ha stravinto in Francia (ma di ciò ne parleremo dopo), arranca l'NCD di Alfano in coppia con l'UDC di Casini che ottengono solo il 4,4%, alla fine ce la fa anche la lista di Sinistra che appoggia il leader della sinistra greca Alexis Tsipras che supera lo sbarramento del 4% ottenendo 3 seggi, risultato inaspettato dai principali sondaggisti.

L'affluenza alle urne è stata si bassa, ma fra le più alte d'europa (58,6%), basta solo pensare ad esempio che nel Regno Unito ha votato solo il 35% degli aventi diritto per non parlare poi di Rep.Ceca e Slovacchia al di sotto del 20%, e questo sicuramente non deve entusiasmare troppo specie se si vedono questi risultati in chiave nazionale.

IL COMMENTO IN CHIAVE ITALIANA

Sicuramente però il Partito Democratico raggiunge un record storico paragonabile soltanto ai successi della vecchia Democrazia Cristiana targata Andreotti, Renzi ha convinto la maggioranza degli italiani che hanno votato attraverso la carta della speranza e di promesse concrete, sicuramente questo legittimerà ancor di più il premier nella sua leadership in terra nostrana, tra l'altro il PD è il primo partito aderente al PSE (Partito socialista europeo) e quindi sarà la prima forza dell'ala sinistra del parlamento europeo con l'Italia che avrebbe quindi il potere decisionale maggiore in Europa da oggi, tutto ovviamente dipenderà da chi verrà eletto presidente e con quale coalizione.

Il Movimento Cinque Stelle con l'hashtag #vinciamonoi era dato in netta rimonta, i più ottimisti lo davano ad un solo punto percentuale di distanza dal PD ed invece le cose sono andate molto diversamente, probabilmente la politica portata avanti dai grillini nell'arco di questo anno e mezzo post elezioni politiche non ha convinto molti elettori pentastellati (e ormai ex tali), la politica di un ostruzionismo totale, del sfiduciare chiunque ogni 2 ore compreso il gatto che cerca cibo dinanzi a Montecitorio, delle urla e delle minacce di piazza (la dichiarazione "io sono oltre Hitler avrà spaventato più di qualcuno), dei Fabrizio Moro che di fianco a Grillo urlando a l'odio e al disprezzo totale del rispetto umano ha invogliato molti elettori a rivolgersi altrove o comunque in parte a rimanere a casa.

Altro deluso è sicuramente Berlusconi e la sua Forza Italia che va poco oltre il 16%, ha già dichiarato tutta la sua delusione in merito a questo risultato ed il proprio fallimento elettorale, sicuramente il partito "moderato" dovrà fare sforzi immani per poter tornare nuovamente una realtà importante nel panorama italiano.

Esulta la Lega Nord che guadagna due punti percentuali rispetto alle politiche (da notare lo 0,6% ottenuto al sud e nelle isole), come detto Matteo Salvini (segretario della Lega) ha già promesso di fare fronte comune con gli euroscettici contro le leggi pro immigrazione e contro l'Euro, da lui definito ormai una moneta che ha i mesi contati.

Il Nuovo Centro Destra di Alfano alleato con l'UDC di Casini che si attesta al 4,4% superando di poco la soglia di sbarramento ben al di sotto delle previsioni (ci si aspettava tra il 6 e l'8%), sicuramente notevole è stato l'assorbimento dei voti da parte di Matteo Renzi in qualità di leader della maggioranza di governo di cui anche il partito di Alfano fa parte.

Infine L'Altra Europa con Tsipras che a sorpresa di tutti raggiunge il tanto agoniato 4% che permette l'accesso alla distribuzione dei seggi, il leader della sinistra greca Syriza che ha vinto nel suo paese e qui alleato con SEL di Vendola raggiunge sicuramente un traguardo importante in Italia.

Fuori Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni che si ferma al 3,5% (comunque guadagnando quasi 2 punti rispetto alle politiche), crollo totale di Scelta Civica invece che chiude al di sotto dell'1%, ciò determina inevitabilmente l'estinzione totale dell'ex partito montiano.

IL COMMENTO IN CHIAVE EUROPEA

Se in Italia i partiti classici (andando controcorrente alle aspettative) tengono negli altri paesi europei le cose sono andate diversamente, ad esempio in Francia ha trionfato il partito euroscettico e xenofobo del Front National di Marine Le Pen mettendo in ginocchio l'attuale governo socialista, in Grecia Alba Dorata (partito di stampo filo-nazista) ha ottenuto quasi il 10%, anche in Inghilterra il partito euroscettico Ukip ottiene la maggioranza con oltre il 31% dei voti (seppur con il 35% di affluenza), anche in paesi come Spagna, Ungheria ed Austria i partiti contro l'Europa hanno ottenuto consensi notevoli, in Germania stessa nonostante i due grandi partiti resistono (con la Merkel in testa oltre il 30% ed i socialisti al 27%) il partito euroscettico ottiene poco più del 7%, tutte forze con il quale il parlamento europeo dovrà fare i conti, specie se tutte queste realtà si uniranno fondando un gruppo unico che contrasterà l'egemonia del PPE (Partito popolare europeo) e PSE (Partito socialista europeo), il tutto dipenderà da quale sarà il presidente eletto ovviamente stando ben attenti a quale sarà la maggioranza che andrà a sostenerlo.

L'ANALISI FINALE

L'Italia si è dimostrata chiaramente uno dei paesi più europeisti, assieme a Germania e pochi altri, il che va a contrastare con il reale sentimento di appartenenza europea da parte del popolo italiano o almeno quello che si pensava.
In chiave politica Renzi ora è legittimato dal popolo, la sua scelta di insediarsi al posto di Letta è stata premiata così come l'agenda di governo che fin da subito ha promesso ed iniziato a mettere in atto, Grillo ne esce sicuramente sconfitto in modo netto e segna un crocevia importante sul futuro del Movimento Cinque Stelle d'ora in avanti confidando che facciano un pizzico di autocritica magari cambiando metodologie e modus operandi sulla politica e sulle campagne elettorali portate avanti sino ad ora.

Rimanendo in chiave italiana molti sostengono che il Premier Renzi in virtù dell'enorme successo elettorale possa invogliare il partito di maggioranza ad andare verso nuove elezioni in modo da ottenere una maggioranza autonoma e non dipendente dalla destra (com'è attuale con l'alleanza assieme ad NCD), tuttavia c'è da segnalare che a mio avviso in caso di elezioni politiche fra qualche mese (ipotesi che comunque escluderei) il PD perderebbe almeno 4-5 punti percentuali assestandosi al 35% circa con le forze di destra che unite potrebbero raggiungere il 30% (il 36% con la Lega), mentre Grillo potrebbe avere una crescita di qualche punto e che quindi il tutto non risulterebbe poi così conveniente all'attuale Presidente del consiglio seppur considerando che un'alleanza totale del centro-destra allo stato attuale viste le grosse divergenze in atto sembra essere pura utopia.

martedì 11 giugno 2013

[Elezioni amministrative] I risultati dei ballottaggi e analisi del voto


Domenica e Lunedì si sono effettuate le votazioni riguardanti i ballottaggi nelle città che non hanno visto il proprio sindaco eletto al primo turno, fra tutte Roma dove Ignazio Marino (Centrosinistra) partiva con 12 punti di vantaggio sul sindaco uscente Gianni Alemanno (Centrodestra), ebbene i risultati e non solo a Roma sono stati davvero ecclatanti.

Nelle 16 città capoluogo in cui si votava ha trionfato il Centrosinistra in tutte, in alcune realtà come ad esempio Brescia e Treviso il risultato ha del clamoroso in quanto queste città sono state da sempre roccaforte del Centrodestra, quest'ultima in particolare patria della Lega Nord, lo sconfitto nella città veneta è stato proprio un membro storico del partito del carroccio ovvero Giancarlo Gentilini.

A Roma Ignazio Marino ha trionfato con il 63,9% dei voti contro il 36% del sindaco uscente Gianni Alemanno, a Treviso Giovanni Manildo (Csx) ha vinto con il 55,5% dei consensi proprio contro Giancarlo Gentilini che si ferma al 44,50%, la vittoria più risicata per il Centrosinistra si registra a Siena dove Bruno Valentini ha battuto il suo avversario Eugenio Neri con il 52% dei voti contro il 48%, trionfo per la sinistra anche a Barletta. Ancona, Avellino, Brescia, Iglesias,Imperia, Lodi e Viterbo, anche quest'ultima da lungo tempo nelle mani del Centrodestra.

Anche in Sicilia si è svolta la tornata elettorale relativa però al primo turno, anche qui si è registrato il trend nazionale positivo per il centrosinistra  e negativo per centrodestra e Movimento5Stelle, infatti solo a Ragusa i grillini raggiungono per poco il ballottaggio ai danni della coalizione berlusconiana, mentre nelle restanti città restano ben al di sotto del 10%, a Catania e Messina il Centrosinistra non conquista il sindaco per una manciata di voti ottenendo infatti il 50,7 e il 50,2% dei consensi ( è necessario il 51% per l'elezione al primo turno), a Catania andrà al ballottaggio il Centrodestra mentre a Messina ci andrà il candidato di Lista Civica, a Siracusa e Ragusa è tutto molto più equilibrato con il Centrosinistra in vantaggio di pochi voti.

L'analisi finale non è difficile da fare, i numeri parlano chiaro, sulle 20 città capoluogo che andavano al voto in questa tornata di elezioni amministrative sono andate tutte al centrosinistra, è solo una coincidenza e fiducia nei candidati presentati? i votanti di sinistra sono più affini a recarsi alle urne e quindi a favorire il centrosinistra in caso di scarsa affluenza come in questo caso? il trend si estenderà anche a livello nazionale o è solo una questione circoscritta a livello comunale? Sicuramente per il centrodestra perdere il contatto diretto con il territorio non è un buon segno mentre Grillo non sembra ancora rendersi conto che la politica perpetrata in questi mesi al popolo italiano piace sempre meno, tuttavia il Centrosinistra non deve certo adagiarsi sugli allori, i problemi organizzativi interni ed i vari dissidi restano e non scompaiono di certo con questo positivo trend elettorali a livello amministrativo, sarà capace la sinistra di risollevarsi o perpetrerà il solito comportamento autodistruttivo?

martedì 28 maggio 2013

[Amministrative2013] Il flop del Centrodestra e dei grillini


Si sono tenute Domenica 26 e Lunedì 27 Maggio le elezioni amministrative in numerosi comuni italiani, uno fra tutti la lotta per il campidoglio a Roma, a seguire Ancona, Avellino, Barletta, Brescia, Iglesias, Imperia, Isernia, Lodi, Massa, Pisa, Roma, Siena, Sondrio, Treviso, Vicenza e Viterbo.

Il Centrosinistra ha già conquistato sei capoluoghi al primo turno: Isernia, Massa, Pisa, Sondrio, Treviso e Vicenza.

Mentre tutti gli altri andranno al ballottaggio con il Centrosinistra nettamente in testa praticamente ovunque, in alcune città invece la coalizione con il Popolo della Libertà non è riuscita neanche ad arrivare al ballottaggio (Avellino ad esempio), mentre a Brescia sarà testa a testa nel secondo turno.

Venendo alla Capitale Ignazio Marino(PD) ha praticamente 12 punti percentuali di vantaggio su Gianni Alemanno(PDL e sindaco uscente), (42% Di Marino contro il 30% di Alemanno), sembrano decisamente un pò troppi stavolta per il piedellino, rimontare come avvenne cinque anni fa sembra davvero dura quando nel 2008 il vantaggio di Francesco Rutelli(Csx) era di soli 5 punti al primo turno.

Delusione anche per il Movimento5Stelle che con i suoi candidati non riesce ad accedere al ballottaggio in nessuna località rimanendo al di sotto del 15%, spesso anche al di sotto del 10, fino ad ora le uniche dichiarazioni dei grillini sono state indirizzate più sul poco buon senso dei cittadini e sulla forza economica dei grandi partiti in campagna elettorale che su una sana autocritica, probabilmente non si rendono conto che la politica adottata da Febbraio ad oggi a molti italiani è piaciuta poco o nulla, e sono i risultati a parlare, non certo l'opinione di un modesto blogger come me.

Anche la Lega Nord esce notevolmente ridimensionata da queste elezioni, molti i piccoli comuni perduti, tra le grandi città spicca su tutte Treviso che passa dal centrodestra al centrosinistra, e da sempre le città venete erano una roccaforte del partito del carroccio ed in genere del centrodestra.

Ovviamente da mettere in conto anche la scarsa affluenza alle urne, pensare che a Roma solo il 52% degli aventi diritto si è recato alle urne, praticamente metà dei romani non ha votato, si spera in un aumento dell'affluenza nel secondo turno, ad auspicarsi ciò è specie il centrodestra ovviamente sperando che chi si è astenuto in questo primo turno possa appoggiare il proprio candidato, l'affluenza più alta è stata registrata al sud dove Avellino, Barletta e Isernia hanno superato il 70%.

Risultati elettorali questi che sono in netta controtendenza rispetto ai sondaggi a livello nazionale, che vedono un Centrodestra in rapida ascesa, certo i risultati delle amministrative sono da prendere sempre con le pinze rispetto allo scenario politico nazionale, tuttavia non sono nemmeno da trascurare, a mio avviso sono il segno inconfutabile che al momento fare sondaggi è diventato quasi un terno al lotto.

mercoledì 27 febbraio 2013

[Regionali2013] Maroni in Lombardia, Lazio a Zingaretti, Frattura per il Molise

E' Roberto Maroni il trionfatore delle elezioni regionali in Lombardia ( precedente giunta di Formigoni di centrodestra uscente per dimissioni), ha sconfitto il candidato del centrosinistra Umberto Ambrosoli, il leader della lega ha raggiunto il 42,81 % dei consensi contro il 38,24% di Ambrosoli, la candidata del Movimento5Stelle Stefania Carcano ha raggiunto il 13,62%, più indietro Gabriele Albertini al 4,12% e il candidato di Fare per fermare il declino Carlo Maria Achille Pinardi che si ferma solo all'1,18%.
In base a questi risultati la maggioranza prende 48 seggi( di cui 19 per il PDL, 15 della Lega, 11 Lista Maroni, 2 Fratelli d'italia ed 1 Partito Pensionati), per l'opposizione 21 seggi al centrosinistra (17 al PD e 4 Lista Ambrosoli) e 9 seggi per il Movimento5Stelle, nessun seggio per gli altri candidati.


Nella Regione Lazio ( al voto per la caduta della gestione Polverini di centrodestra) il vincitore è Nicola Zingaretti, già governatore della Provincia di Roma, ha ottenuto il 40,65% dei consensi contro il 29,32% del candidato del centrodestra Francesco Storace, 20,22% per Davide Barillari del Movimento5Stelle, Giulia Buongiorno con una lista autonoma ha ottenuto il 4,73%, 2,17% per Sandro Ruotolo, giornalista candidato per Rivoluzione Civile, al di sotto dell'1% tutti gli altri candidati.

Tramutato in poltrone, 28 seggi alla maggioranza(13 al PD, 2 alla lista Zingaretti ed 1 per SEL,PSI E Centro Democratico), per il centrodestra 13 seggi (9 al PDL, 1 per Fratelli d'Italia, 1 La Destra ed 1 Lista  Storace, 7 seggi al Movimento5Stelle e 2 alla Lista Buongiorno, nessun seggio per i restanti candidati.

Anche in Molise vittoria del centrosinistra ( non succedeva da più di 10 anni) con Paolo di Laura Frattura che ottiene il 44,70% dei consensi contro il 25,80% del Presidente uscente Angelo Michele Iorio, 16,76% per il giovane candidato del Movimento5Stelle Antonio Federico, 11,01% per Massimo Romano con una sua lista, poco sopra dell'1% Antonio De Lellis e 0,59% per il candidato Camillo Colella.

In base ai risultati 12 seggi alla maggioranza (2 al PD ed 1 per Rialzati Molise, IdV, Unione per il Molise, Udeur, Comunisti Italiani, SEL, 5 seggi al centrodestra (2 al PDL, 1 all'UDC ed 1 per Grande Sud, 2 seggi per il Movimento 5 Stelle ed 1 per la lista Costruire Democrazia, nessun seggio ai restanti candidati.

martedì 26 febbraio 2013

[Elezioni2013] Camera: Bersani al fotofinish Senato: Ingovernabilità


RISULTATI CAMERA


RISULTATI SENATO


( Le immagini sono prese da Repubblica.it )

Si sono rivelate delle elezioni ancora più complicate del previsto, con la coalizione di Centrosinistra nettamente favorita sulle altre con la sola incertezza del Senato ed infatti così è stato, ma con numeri assai più limitati rispetto alle previsioni.

Il Centrosinistra di Bersani la spunta per meno di mezzo punto percentuale alla Camera e (anche grazie al voto estero) si assicura il premio di maggioranza del 55% previsto dalla legge elettorale, avrà così 340 deputati, al Senato la maggioranza è risicata a soli 3 seggi in più ( così come fu con Romano Prodi nel 2006) e con soli 120 seggi è impossibile avere autonomia governativa ( ne servono 158 per una maggioranza di questo tipo).

Il Centrodestra di Berlusconi è stato autore di una grande rimonta, grazie al carisma, alla verve ed alle proposte del cavaliere è riuscito quasi a ribaltare la situazione alla Camera ed impedire la governabilità al Senato da parte del centrosinistra, conquistando 117 seggi, questo sopratutto grazie alla conquista elettorale nelle regioni più decisive, tre su tutte Lombardia, Veneto e Sicilia, per non tralasciare Campania e Puglia.

Il Movimento 5 Stelle attua 3/4 del ribaltone, conquistando il 25,5% alla Camera ( relativi a 118 deputati) e quasi il 24% al Senato ( che corrispondono a 54 senatori), visti i risultati generali quindi sarà proprio la forza di Grillo quella a cui rivolgersi per potersi assicurare una maggioranza al Senato, tuttavia è impresa assai ardua, dato che, ciò che combatte il Movimento 5 Stelle è proprio il sistema dei partiti e quindi un alleanza solida volta alla tenuta di un governo pare un ipotesi ottimisticamente parlando assai remota.

Monti si dice soddisfatto dei risultati elettorali raggiunti, tuttavia è chiaro che le aspettative erano altre, 10,5 %  (45 seggi) alla Camera e 9,1 al Senato ( 18 senatori), chiaramente una forza che sarà impalpabile o quasi per l'economia del governo che verrà, resta fuori comunque Gianfranco Fini ed il suo FLI, anche Casini e l'UDC sono andati vicini a ritrovarsi con le porte del Parlamento sbarrate.

Ed infine Rivoluzione Civile di Ingroia e Fare per fermare il declino di Giannino che restano fuori sia dalla Camera che dal Senato non raggiungendo la soglia di sbarramento in nessuna delle due ale del parlamento, assieme ad Ingroia restano fuori anche Di Pietro, Rifondazione Comunista e i Verdi.

IL COMMENTO DEI RISULTATI

Risultati che annunciano l'instabilità e l'ingovernabilità più totale frutto di una campagna elettorale che si è rivelata disastrosa per il Centrosinistra, un Bersani che alla fine è risultato impalpabile, anzi deleterio per la sua coalizione, perdere 8 punti percentuali durante tutto l'arco della campagna elettorale è un'impresa epica, certo in negativo, ma è comunque un'impresa, e sono molti quelli che oggi si pongono la domanda " E se ci fosse stato Renzi?".
Dall'altra parte l'apparente rimonta demagogica delle promesse, dei rimborsi e delle proposte che fino al giorno prima sembravano lontane anni luce dalla politica destrorsa hanno portato il Centrodestra ad una sfiorata vittoria, che poi a dir la verità di rimonta poco si tratta dato che il risultato si è mantenuto sui risultati che si auspicavano con l'ultimo sondaggio pubblicato due settimane fa, è la Sinistra che è calata a tal punto da allinearsi agli standard previsti per Berlusconi ed alleati, c'è comunque da dire che l'Italia è una nazione decisamente tendente all' "occidente politico", dato che da sempre quando ha vinto la destra lo ha fatto sempre in modo netto, mentre le vittorie di sinistra son state sempre risicate, e ciò si è rivelato veritiero anche in questo caso.

Sul fronte Beppe Grillo è stato sicuramente un successo, se prendiamo le percentuali dei voti dei singoli partiti ( e non delle coalizioni), il Movimento 5 Stelle è PRIMO PARTITO alla CAMERA e conquista il potere di poter dare stabilità o meno al Senato al prossimo governo, per cui è sicuramente una grande conquista, ora bisognerà vedere cosa intenderanno fare, come comportarsi e se veramente porteranno il cambiamento tanto promesso fin dalla nascita del movimento.

I POSSIBILI SCENARI

La palla spetterà al Centrosinistra, sulla carta vincitore di queste elezioni, tuttavia come detto con questi risultati e con questa legge elettorale che gli ha generati non può governare da solo( per via della mancanza di maggioranza al Senato) e deve creare quindi un governo di larga intesa.

PD+SEL+M5S: Numeri alla mano la prima possibilità che si paventa è un'alleanza con il Movimento 5 Stelle quindi, alleanza che però come detto, dato i principi radicanti dei "grillini" si prevede assai difficoltosa, seppur la Sicilia insegna che è possibile farlo, anche se con una stabilità di governo vacillante giorno per giorno ed una credibilità europea radente lo zero.

Questo porterebbe ad una maggioranza potenziale fittizia di 174 senatori (maggioranza fissata a 158) contro i 117 all'opposizione con tutte le riserve del caso sopra riportate.

PD+SEL+M5S+MONTI: All'alleanza precedente bisognerà aggiungere i Senatori Montiani, tuttavia questa è solo una possibilità esclusivamente teorica, nella pratica pura utopia.

Questo porterebbe ad una maggioranza utopica di 192 seggi con i soliti 117 all'opposizione.

PD+PDL Ultima soluzione apparentemente stramba ma non per questo non fattibile, seppur esclusivamente per il bene del paese, è un alleanza tra le due principali ed opposte forze, ovvero Centrosinistra e Centrodestra assieme per avviare possibili riforme strumentali ( rivisitazione della Costituzione, riforma strutturale di Camera e Senato e la riforma elettorale ad esempio), tuttavia a mio avviso questa sarebbe una possibilità volta a portare semplicemente a nuove elezioni entro qualche mese, un anno al massimo, per far si che si determini un nuovo governo con una maggioranza chiara, limpida e netta seppur con tutti i rischi del caso per il sistema così com'è conosciuto.

domenica 3 febbraio 2013

[Editoriale] Indignazione di un italiano


Oggi affronterò quelli che a mio avviso sono stati i due temi di giornata, la "proposta shock" di Silvio Berlusconi e le dichiarazioni di Monsignor Bagnasco circa la legge sui matrimoni omosessuali appena approvata in Francia.

E' notizia del giorno quella relativa all'ennesima promessa di Silvio Berlusconi, ha affermato che qualora la sua coalizione vincesse le elezioni politiche del prossimo 24 e 25 Febbraio rimborserà l'IMU in contanti a tutti coloro che l'han pagata in questo 2012.
Personalmente, sorvolerò sulle facili battute, sulla demagogia spicciola o sul fatto che sia l'ennesima buffonata elettorale che ogni politico dice per accaparrare quanti più voti possibili dal popolo poco istruito, e voglio discuterne in modo tecnico, ma è davvero una proposta fattibile? concretizzabile? attuabile? e non potrebbe provocare un grosso ammanco finanziario nelle casse dell'erario?
Lui ha affermato, che dagli studi fatti dagli "esperti" economici del PDL, che andrebbero a recuperare questi soldi dal rientro in Italia dei soldi detenuti nelle banche svizzere da parte di coloro che hanno patrimoni ingenti, l'idea di base potrebbe anche esser buona, ma è affidabile? si basa su un' entrata effettiva e immediata oppure solo ipotetica? e sopratutto quel denaro sarebbe sufficiente per coprire l'eventuale ammanco? E poi, dicendola tutta, ma non è quella stessa IMU che era prevista dalla legge da lui promossa sul Federalismo Fiscale? e non è quella stessa IMU che il suo partito (detentore tutt'ora della maggioranza in parlamento) ha approvato su richiesta di Monti? insomma, non mi sembra il caso di continuare oltre, facendo un semplice due più due il quadro è decisamente chiaro.

Altra notizia del giorno è stata quella relativa all'approvazione da parte del parlamento francese della modifica sulla costituzione per quanto riguarda le nozze e le adozioni per coppie dello stesso sesso, insomma parliamo della legalizzazione delle coppie omosessuali, ebbene, il "capo" del CEI ( Conferenza Episcopale Italiana ) Monsignor Angelo Bagnasco ha affermato che se l'Italia seguisse le orme francesi sarebbe "l'inizio del baratro", una sorta di principio dell'apocalisse, una sottospecie di condanna per tutta l'umanità, la domanda che mi sovviene a questo punto è una e semplice, cosa c'è di così abominevole nell'amore?e mi chiedo se non sono forse proprio dichiarazioni del genere ad allontanare la Chiesa dalla sua gente, ad allontanare le persone dalla fede, a costruire un muro tra il Cattolicesimo e la vita reale, o per lo meno ad uno scetticismo diffuso rispetto agli uomini di chiesa, specie quelli che detengono il potere ai piani alti.

Concludo semplicemente dicendo che la nostra Italia, con persone, credenze ed affermazioni simili come quelle che abbiamo ascoltato quest'oggi non andrà molto lontano, aggrappandosi alle promesse mai mantenute o comunque pericolose del passato e non aprendo la propria mente, il cuore e l'anima verso i sentimenti veri, reali e positivi in qualunque forma essi si palesano, oggi la stragrande maggioranza si può ritenere felice e soddisfatta, ma un giorno quando sarà troppo tardi si renderà conto di essere per davvero sull'orlo di un baratro e non certo perchè due uomini o due donne che si amano alla follia avranno facoltà e diritto di apporre una firma su un foglio di carta.

venerdì 11 gennaio 2013

[Politica] Berlusconi vince in trasferta!


E' ormai cosa nota a tutti il confronto che si è tenuto ieri sera su LA7 in prima serata al programma Servizio Pubblico tra Silvio Berlusconi e Michele Santoro, si può affermare quasi con certezza che Berlusconi ha ottenuto una facile vittoria in trasferta contro il suo "nemico" numero uno.

Di fatto, agli attacchi, insinuazioni e frecciatine di Santoro e compagnia il "Cavaliere" ne è uscito sempre a testa alta, grazie al suo spiccato carisma e alla sua dialettica sopraffina, rigirando la frittata ogni volta a suo favore facendo apparire gran parte di ciò che affermava cosa credibile, o almeno creava nella mente degli spettatori il dubbio sulla vera realtà dei fatti.

Ad esempio Berlusconi ha affermato che è impossibile governare con una costituzione così restrittiva e limitante nei confronti del capo di governo ed auspica un netto cambiamento in tal senso, seppur le possibilità per farlo in questi vent'anni non gli sono certo mancate, alcune volte anche con maggioranze nette, non sia mai riuscito realmente a fare nulla o quasi in tal senso, sicuramente la burocrazia italiana è eccessiva e assai lenta, riguardo un disegno di legge ad esempio è un serio problema, pensate che una legge deve essere prima discussa alla camera dei deputati, poi dal senato, poi votata alla camera, poi ridiscussa al senato ed infine approvata o bocciata nuovamente dalla camera, insomma un andirivieni che i napoletani definirebbero con un "c'è da sci pazz".

Tuttavia a mio avviso una riforma del genere, che concentri tutti i poteri e gran autonomia al singolo presidente del consiglio rischia di portare a due possibili scenari, uno buono ed uno cattivo, se il governo è affidato ad un luminare, un uomo saggio e responsabile si possono fare grandi riforme, ma dall'altra faccia della medaglia c'è il rischio di ritrovarci con un nuovo Mussolini, e a giudicare dal Lodo Alfano (immunità parlamentare), riforme della giustizia e varie leggi ad personam che Berlusconi ha perpetrato negli anni sarebbe stato davvero un grosso rischio per il paese cotanta libertà legislativa.

 Si potrebbe pensare invece ad una via di mezzo, ovvero all'abbattimento della bicamerale, una camera è più che sufficiente per legiferare ( magari il senato dove sono meno parlamentari), in modo quantomeno da dimezzare l'iter che un disegno di legge compie oggi, dai 450-600 giorni attuali ai 200-350 giorni, tuttavia per delle riforme così rivoluzionarie ci sarebbe bisogno di una maggioranza assai ampia e tanto ma tanto ma davvero tanto coraggio.

Tornando allo scontro di ieri sera Berlusconi ha anche affermato, come è ormai noto, di voler abolire l'IMU, quella stessa IMU prevista dal suo governo nel decreto legge sul Federalismo Fiscale, tanto amato e tanto caro ai suoi amici leghisti, contesta l'attuale tassa sugli immobili promossa da Monti nei primi giorni di governo tecnico, tuttavia afferma che hanno dovuto votarla perchè non potevano far cadere il governo a pochi giorni dall'insediamento.

Marco Travaglio, noto giornalista antiberlusconiano de "Il fatto quotidiano" non è mai intervenuto direttamente con l'ex premier, ma ha letto lui delle sue lettere nel quale parlava dei suoi processi, delle illegalità perpetrate qua e là dai suoi adepti, del suo "amore" per le donne, e della sua beneficenza nei confronti di giovani e sfortunate ragazze dalla dubbia provenienza, a tutto ciò Berlusconi ha risposto con una sua lettera, probabilmente scritta dal suo braccio destro ( uno dei tanti) Paolo Bonaiuti, nel quale contestava al giornalista rosso i suoi trascorsi con la giustizia e di come abbia fatto carriera grazie a lui, il che alla fin fine è anche vero, se non ci fosse stato Berlusconi molti giornalisti e intere testate ora sarebbero in mezzo ad una strada.

Ebbene, da tutto questo chi ne è uscito vincitore? direi entrambi, Santoro attraverso degli ascolti record e Berlusconi che ha guadagnato un altro paio di punti nei sondaggi, a voi decidere quale delle due vittorie sia più vantaggiosa.

mercoledì 7 novembre 2012

Elezioni USA: Barack Obama confermato presidente


Barack Obama resta il 44° Presidente degli Stati Uniti d'America, il testa a testa tanto temuto non si è verificato, Obama ha conquistato 332 Grandi Elettori contro i soli 206 dello sfidante repubblicano Mitt Romney, insomma il tanto temuto voto sul filo di lana non è avvenuto, almeno non in modo così ecclatante, in stati chiave come la Virginia(13) e la Florida(29) il democratico Barack ha vinto di misura, aggiudicati anche altri stati ritenuti decisivi come l'Ohio(18), in cui secondo la tradizione chi non vince qui non è mai stato eletto presidente, ed il Colorado(9), insomma nessuna sorpresa, anzi, decisamente oltre le più rosee aspettative per il presidente uscente.

Ma come funziona esattamente il voto americano?

Funziona attraverso l'attribuzione dei voti popolari a terzi , ovvero, il popolo non elegge direttamente il Presidente ma assegna l'incarico a dei Grandi Elettori suddivisi per i vari stati, il numero dei Grandi Elettori varia a seconda della popolazione dello stesso(ad esempio la California ne assegna 55 contro i soli 3 del Wyoming), di conseguenza il Presidente quindi potrebbe anche essere eletto con un numero di voti popolari inferiore rispetto a lo sfidante, ad esempio conquistando tutti gli stati chiave, quelli con più Grandi Elettori per intenderci.

Tale meccanismo di voto può sembrare strano ed ingiusto, ma stiamo parlando degli Stati Uniti d'America e di una Repubblica di Stati Federali, quindi, devono essere gli stati a decidere il loro Presidente.
Inoltre si è votato anche per il rinnovo della Camera e di un terzo del Senato, la camera vedrà una netta maggioranza Repubblicana, mentre il Senato una lieve maggioranza Democratica, insomma resta l'equilibrio avuto negli ultimi 4 anni.

Di seguito la cartina delle "conquiste" per ognuno dei due candidati, in blu potrete vedere gli stati conquistati da Obama, in rosso quelli per Romney, e come spiegato prima, potrebbe apparire come una netta predominanza rossa, anzi è così,  ma non conta il numero di stati ma quanti Grandi Elettori esso assegna (presa da Repubblica.it)

http://www.repubblica.it/static/speciale/2012/elezioni-usa/presidenziali.html

Barack Obama sarà quindi ancora il Presidente degli Stati Uniti d'America per altri 4 anni.

martedì 30 ottobre 2012

Politica: Elezioni Regionali Sicilia, quando il voto determina l'ingovernabilità


PALERMO- Il voto regionale in Sicilia ha determinato un forte equilibrio fra gran parte dei candidati, la vittoria di Rosario Crocetta con l'asse PD-UDC è solo una vittoria apparente in quanto il nuovo Presidente della Regione non avrà la maggioranza effettiva per governare indisturbato.

Andiamo infatti ad analizzare i risultati candidato per candidato:

Rosario Crocetta(PD+UDC+ALTRE LISTE) 30,5 %
Nello Musumeci(PDL+LADESTRA) 25,5 %
Giancarlo Cancelleri(Movimento5Stelle) 18,2 %
Gianfranco Miccicchè(GRANDESUD+FLI) 15,4 %
Giovanna Marano(SEL+IDV) 6%

Rosario Crocetta è quindi il nuovo Presidente della Regione, tuttavia i seggi del consiglio regionale vengono ripartiti in base ai risultati delle singole liste, andiamo quindi ad analizzare i voti ottenuti dai singoli partiti e dal Movimento5Stelle(che non si definisce un partito ma un movimento popolare appunto):

Movimento5Stelle 14,9 %
PD 13,5 %
PDL 12,9 %
UDC 10,8 %
MPA 9,5 %
MOVIMENTO CROCETTA PRESIDENTE 6.2 %
CANTIERE POPOLARE 5.9 %
NELLO MUSUMECI PRESIDENTE 5.6 %

Tutti gli altri sotto il 5 % sono fuori dal Consiglio Regionale per la così detta "soglia di sbarramento", tra cui spiccano SEL e IDV rispettivamente al 3.1 e 3.5 %.

Questo quindi determinerà un attribuzione dei seggi che non permetterà al neo presidente Crocetta una maggioranza netta, e quindi sarà necessario creare delle alleanze per determinare una maggioranza e quindi la governabilità della regione, il Movimento5Stelle ha già dichiarato che di alleanze non ne farà ma voterà i vari provvedimenti secondo coscienza al di là di chi l'abbia presentati o meno.

L'analisi politica in se vede comunque un crollo dei partiti classici, basti pensare che il PDL alle scorse regionali raggiunse da solo il 33%, oggi si è fermato a poco meno del 13%, unico a guadagnarci come si auspicava è stato il Movimento di Grillo che dal 2% delle scorse sale al 15% diventando addirittura primo partito della regione, nei palazzi romani tale risultato inizia già a far tremare numerose poltrone.