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lunedì 6 giugno 2016

AMMINISTRATIVE 2016- ANALISI E COMMENTO DEI RISULTATI DEL PRIMO TURNO

Virginia Raggi, candidata Sindaco a Roma
per il Movimento 5 Stelle

ROMA
Virginia Raggi(in foto) è stata sicuramente la protagonista indiscussa delle elezioni amministrative 2016, candidata Sindaco a Roma(la quale situazione è ben nota)per il Movimento Cinquestelle ha sbaragliato la concorrenza ottenendo il 35,2% dei consensi andando al ballottaggio con Roberto Giachetti(PD) che si ferma solo al 24,2%, ben nove i punti percentuali da recuperare in vista del secondo turno previsto per il 16 Giugno, al terzo posto ha chiuso Giorgia Meloni che ad inizio spoglio è stata in lotta proprio con il candidato renziano per il ballottaggio per poi assestarsi al 20,6%, male il candidato di Forza Italia Alfio Marchini che si attesta intorno al 10%, per Fassina(Sinistra Italiana) il risultato è stato intorno al 5%, ed è proprio qui che Giachetti dovrà rosicchiare voti sperando di colmare il restante divario confidando inoltre ad un improbabile appoggio di un candidato di destra.

MILANO

Giuseppe Sala(a sinistra)e Stefano Parisi
(a destra)
Se a Roma tutto sembra indirizzato verso una vittoria cinquestelle a Milano la situazione è ben diversa con il bipolarismo che ha retto perfettamente, Giuseppe Sala(Centrosinistra) si piazza in testa con il 41,7% seguito a ruota da Stefano Parisi che con un centrodestra unito raggiunge il 40,8%, fuori dai giochi il candidato cinquestelle Gianluca Corrado che si attesta intorno al 10%, insomma si prospetta una sfida a l'ultimo voto al ballottaggio, teoricamente Sala sarebbe favorito in quanto molti degli altri candidati sconfitti provengono dall'ala di sinistra, bisognerà solo capire se decideranno di appoggiarlo concretamente o meno.

NAPOLI

Luigi De Magistris(in foto)
A Napoli si regista un fatto più unico che raro con il sindaco uscente Luigi De Magistris non sostenuto da nessun partito politico che ottiene il 42,8% staccando nettamente il candidato del centrodestra Giovanni Lettieri che si ferma solo al 24%, fuori dai giochi la candidata di centrosinistra Valeria Valente con il 21%, evento che sta facendo tremare i vertici del Partito Democratico,il candidato cinquestelle Matteo Brambilla qui è poco sotto il 10%, insomma in vista del 16 Giugno De Magistris salvo stravolgimenti dovrebbe essere riconfermato agevolmente sindaco di Napoli.

TORINO

Piero Fassino(a sinistra) e Chiara Appendino
(a destra)
A Torino si assiste ad una mezza sconfitta del PD che è si in testa con Piero Fassino che ottiene il 41,8% ma le cui attese erano per un agevole vittoria al primo turno impedita invece dalla candidata pentastellata Chiara Appendino che con l 30,9% proverà a rompere le uova nel paniere al sindaco uscente costringendolo a dar tutto se stesso per riconfermar la sua poltrona di sindaco nella città della mole, completamente inesistente il centrodestra qui che raggiunge il suo vertice con il candidato appoggiato da Fratelli d'Italia e Lega Nord Alberto Morano con l'8,4%.

BOLOGNA

Virginio Merola(a sinistra)
e Lucia Borgonzoni(a destra)
Bologna è diventata una piazza importantissima per quanto riguarda l'analisi del voto di ieri, da sempre roccaforte sinistrorsa il candidato del PD Virginio Merola non è riuscito a superare nemmeno il 40% assestandosi al 39,5%, la sua sfidante sarà la candidata scelta dalla Lega Nord appoggiata anche da Forza Italia Lucia Borgonzoni che guadagna il 22,27%, il distacco è si netto e dovrebbe vedere il candidato di centrosinistra comunque trionfante al secondo turno tuttavia ago della bilancia saranno gli elettori del movimento cinquestelle felsineo che con il 16,59% ottenuto da Massimo Bugani potranno fare davvero la differenza al ballottaggio, Bologna rischierà davvero di cadere in mani leghiste?

Questi i risultati delle città chiave sul quale si può provare ad abbozzare un'analisi anche sul piano nazionale.

ANALISI DEL VOTO

Il Movimento Cinque Stelle nonostante non sia al ballottaggio in tutte le città ha raggiunto risultati notevoli a Torino e Roma, in quest'ultima addirittura va al secondo turno da netto favorito e con la possibilità di amministrare la capitale del paese, trampolino che rappresenterebbe davvero la prova del nove per il Movimento, quella reale occasione di governo di una grandissima piazza che, se ben amministrata potrebbe portare i cinque stelle verso un successo anche alle future legislative, d'altro canto però un fallimento potrebbe comportare l'ennesima delusione elettorale e ad un distacco forse definitivo da parte del popolo per la speranza in un reale cambiamento nonchè il tramonto di Beppe Grillo e compagni, di qualsiasi sponda siate è innegabile che specialmente a Roma mai come stavolta il Movimento Cinque Stelle sta rappresentando la vera occasione di un cambiamento reale e radicale dopo i disastri delle precedenti amministrazioni da qui a dieci anni, insomma per la capitale è davvero l'ultima spiaggia per poter confidare in qualcosa che possa migliorare la situazione.

Se il Movimento Cinque Stelle sta vedendo queste amministrative come la prova di una reale occasione di cambiamento o del definitivo fallimento in casa del Partito Democratico ci si lecca le ferite in modo particolare di quelle che, almeno fino a ieri erano le roccaforti rosse(Torino e Bologna) che ora rischiano di cadere(secondo il punto di vista Dem) in mano nemica, che sia questo un primo campanello d'allarme per un Renzi che fino ad oggi aveva ricevuto dal voto sempre una conferma del proprio operato?

E se il PD prova a salvare il salvabile non può essere certo soddisfatto il centrodestra che dovrebbe conquistare solo Trieste fra le città più rilevanti sperando nella conquista di Milano rigorosamente grazie alla solida e continua ascesa di Salvini e soci che potrebbe portare il Parisi alla conquista della "capitale del nord", trasformando la Lombardia(già sotto governo leghista) nella patria del vero centrodestra(quello del carroccio appunto) visto che politicamente parlando Forza Italia e Berlusconi sono finiti e solo Giorgia Meloni unicamente con il suo nome a Roma ha provato a tenere a galla quella destra che va al di fuori dal dominio della Lega Nord.

Ora non resta che attendere i risultati del ballottaggio per avere un analisi più accurata degli scenari futuri non solo delle grandi città ma anche per la futura guida del paese, solo dopo i verdetti del secondo turno potremmo affermare chi saranno i veri vincitori e gli sconfitti di queste elezioni amministrative 2016.

lunedì 26 maggio 2014

EUROPEE 2014- RENZI ASFALTA TUTTI, CROLLANO GRILLO E FORZA ITALIA, ENTRA TSIPRAS


Ormai i risultati sono definitivi, il Partito Democratico ha stravinto le Elezioni Europee 2014 staccando di ben 19 punti percentuali (ottenendo il 40,8%) il suo principale avversario ovvero il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo che si ferma al 21,2% (meno 3 milioni di voti rispetto alle scorse politiche), crollo anche per Forza Italia che raggiunge il minimo storico con il 16,8%, sale la Lega Nord con il motto "Basta Euro" al 6,2%, i leghisti già promettono un'alleanza con il Front National di Marine Le Pen che ha stravinto in Francia (ma di ciò ne parleremo dopo), arranca l'NCD di Alfano in coppia con l'UDC di Casini che ottengono solo il 4,4%, alla fine ce la fa anche la lista di Sinistra che appoggia il leader della sinistra greca Alexis Tsipras che supera lo sbarramento del 4% ottenendo 3 seggi, risultato inaspettato dai principali sondaggisti.

L'affluenza alle urne è stata si bassa, ma fra le più alte d'europa (58,6%), basta solo pensare ad esempio che nel Regno Unito ha votato solo il 35% degli aventi diritto per non parlare poi di Rep.Ceca e Slovacchia al di sotto del 20%, e questo sicuramente non deve entusiasmare troppo specie se si vedono questi risultati in chiave nazionale.

IL COMMENTO IN CHIAVE ITALIANA

Sicuramente però il Partito Democratico raggiunge un record storico paragonabile soltanto ai successi della vecchia Democrazia Cristiana targata Andreotti, Renzi ha convinto la maggioranza degli italiani che hanno votato attraverso la carta della speranza e di promesse concrete, sicuramente questo legittimerà ancor di più il premier nella sua leadership in terra nostrana, tra l'altro il PD è il primo partito aderente al PSE (Partito socialista europeo) e quindi sarà la prima forza dell'ala sinistra del parlamento europeo con l'Italia che avrebbe quindi il potere decisionale maggiore in Europa da oggi, tutto ovviamente dipenderà da chi verrà eletto presidente e con quale coalizione.

Il Movimento Cinque Stelle con l'hashtag #vinciamonoi era dato in netta rimonta, i più ottimisti lo davano ad un solo punto percentuale di distanza dal PD ed invece le cose sono andate molto diversamente, probabilmente la politica portata avanti dai grillini nell'arco di questo anno e mezzo post elezioni politiche non ha convinto molti elettori pentastellati (e ormai ex tali), la politica di un ostruzionismo totale, del sfiduciare chiunque ogni 2 ore compreso il gatto che cerca cibo dinanzi a Montecitorio, delle urla e delle minacce di piazza (la dichiarazione "io sono oltre Hitler avrà spaventato più di qualcuno), dei Fabrizio Moro che di fianco a Grillo urlando a l'odio e al disprezzo totale del rispetto umano ha invogliato molti elettori a rivolgersi altrove o comunque in parte a rimanere a casa.

Altro deluso è sicuramente Berlusconi e la sua Forza Italia che va poco oltre il 16%, ha già dichiarato tutta la sua delusione in merito a questo risultato ed il proprio fallimento elettorale, sicuramente il partito "moderato" dovrà fare sforzi immani per poter tornare nuovamente una realtà importante nel panorama italiano.

Esulta la Lega Nord che guadagna due punti percentuali rispetto alle politiche (da notare lo 0,6% ottenuto al sud e nelle isole), come detto Matteo Salvini (segretario della Lega) ha già promesso di fare fronte comune con gli euroscettici contro le leggi pro immigrazione e contro l'Euro, da lui definito ormai una moneta che ha i mesi contati.

Il Nuovo Centro Destra di Alfano alleato con l'UDC di Casini che si attesta al 4,4% superando di poco la soglia di sbarramento ben al di sotto delle previsioni (ci si aspettava tra il 6 e l'8%), sicuramente notevole è stato l'assorbimento dei voti da parte di Matteo Renzi in qualità di leader della maggioranza di governo di cui anche il partito di Alfano fa parte.

Infine L'Altra Europa con Tsipras che a sorpresa di tutti raggiunge il tanto agoniato 4% che permette l'accesso alla distribuzione dei seggi, il leader della sinistra greca Syriza che ha vinto nel suo paese e qui alleato con SEL di Vendola raggiunge sicuramente un traguardo importante in Italia.

Fuori Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni che si ferma al 3,5% (comunque guadagnando quasi 2 punti rispetto alle politiche), crollo totale di Scelta Civica invece che chiude al di sotto dell'1%, ciò determina inevitabilmente l'estinzione totale dell'ex partito montiano.

IL COMMENTO IN CHIAVE EUROPEA

Se in Italia i partiti classici (andando controcorrente alle aspettative) tengono negli altri paesi europei le cose sono andate diversamente, ad esempio in Francia ha trionfato il partito euroscettico e xenofobo del Front National di Marine Le Pen mettendo in ginocchio l'attuale governo socialista, in Grecia Alba Dorata (partito di stampo filo-nazista) ha ottenuto quasi il 10%, anche in Inghilterra il partito euroscettico Ukip ottiene la maggioranza con oltre il 31% dei voti (seppur con il 35% di affluenza), anche in paesi come Spagna, Ungheria ed Austria i partiti contro l'Europa hanno ottenuto consensi notevoli, in Germania stessa nonostante i due grandi partiti resistono (con la Merkel in testa oltre il 30% ed i socialisti al 27%) il partito euroscettico ottiene poco più del 7%, tutte forze con il quale il parlamento europeo dovrà fare i conti, specie se tutte queste realtà si uniranno fondando un gruppo unico che contrasterà l'egemonia del PPE (Partito popolare europeo) e PSE (Partito socialista europeo), il tutto dipenderà da quale sarà il presidente eletto ovviamente stando ben attenti a quale sarà la maggioranza che andrà a sostenerlo.

L'ANALISI FINALE

L'Italia si è dimostrata chiaramente uno dei paesi più europeisti, assieme a Germania e pochi altri, il che va a contrastare con il reale sentimento di appartenenza europea da parte del popolo italiano o almeno quello che si pensava.
In chiave politica Renzi ora è legittimato dal popolo, la sua scelta di insediarsi al posto di Letta è stata premiata così come l'agenda di governo che fin da subito ha promesso ed iniziato a mettere in atto, Grillo ne esce sicuramente sconfitto in modo netto e segna un crocevia importante sul futuro del Movimento Cinque Stelle d'ora in avanti confidando che facciano un pizzico di autocritica magari cambiando metodologie e modus operandi sulla politica e sulle campagne elettorali portate avanti sino ad ora.

Rimanendo in chiave italiana molti sostengono che il Premier Renzi in virtù dell'enorme successo elettorale possa invogliare il partito di maggioranza ad andare verso nuove elezioni in modo da ottenere una maggioranza autonoma e non dipendente dalla destra (com'è attuale con l'alleanza assieme ad NCD), tuttavia c'è da segnalare che a mio avviso in caso di elezioni politiche fra qualche mese (ipotesi che comunque escluderei) il PD perderebbe almeno 4-5 punti percentuali assestandosi al 35% circa con le forze di destra che unite potrebbero raggiungere il 30% (il 36% con la Lega), mentre Grillo potrebbe avere una crescita di qualche punto e che quindi il tutto non risulterebbe poi così conveniente all'attuale Presidente del consiglio seppur considerando che un'alleanza totale del centro-destra allo stato attuale viste le grosse divergenze in atto sembra essere pura utopia.

martedì 11 giugno 2013

[Elezioni amministrative] I risultati dei ballottaggi e analisi del voto


Domenica e Lunedì si sono effettuate le votazioni riguardanti i ballottaggi nelle città che non hanno visto il proprio sindaco eletto al primo turno, fra tutte Roma dove Ignazio Marino (Centrosinistra) partiva con 12 punti di vantaggio sul sindaco uscente Gianni Alemanno (Centrodestra), ebbene i risultati e non solo a Roma sono stati davvero ecclatanti.

Nelle 16 città capoluogo in cui si votava ha trionfato il Centrosinistra in tutte, in alcune realtà come ad esempio Brescia e Treviso il risultato ha del clamoroso in quanto queste città sono state da sempre roccaforte del Centrodestra, quest'ultima in particolare patria della Lega Nord, lo sconfitto nella città veneta è stato proprio un membro storico del partito del carroccio ovvero Giancarlo Gentilini.

A Roma Ignazio Marino ha trionfato con il 63,9% dei voti contro il 36% del sindaco uscente Gianni Alemanno, a Treviso Giovanni Manildo (Csx) ha vinto con il 55,5% dei consensi proprio contro Giancarlo Gentilini che si ferma al 44,50%, la vittoria più risicata per il Centrosinistra si registra a Siena dove Bruno Valentini ha battuto il suo avversario Eugenio Neri con il 52% dei voti contro il 48%, trionfo per la sinistra anche a Barletta. Ancona, Avellino, Brescia, Iglesias,Imperia, Lodi e Viterbo, anche quest'ultima da lungo tempo nelle mani del Centrodestra.

Anche in Sicilia si è svolta la tornata elettorale relativa però al primo turno, anche qui si è registrato il trend nazionale positivo per il centrosinistra  e negativo per centrodestra e Movimento5Stelle, infatti solo a Ragusa i grillini raggiungono per poco il ballottaggio ai danni della coalizione berlusconiana, mentre nelle restanti città restano ben al di sotto del 10%, a Catania e Messina il Centrosinistra non conquista il sindaco per una manciata di voti ottenendo infatti il 50,7 e il 50,2% dei consensi ( è necessario il 51% per l'elezione al primo turno), a Catania andrà al ballottaggio il Centrodestra mentre a Messina ci andrà il candidato di Lista Civica, a Siracusa e Ragusa è tutto molto più equilibrato con il Centrosinistra in vantaggio di pochi voti.

L'analisi finale non è difficile da fare, i numeri parlano chiaro, sulle 20 città capoluogo che andavano al voto in questa tornata di elezioni amministrative sono andate tutte al centrosinistra, è solo una coincidenza e fiducia nei candidati presentati? i votanti di sinistra sono più affini a recarsi alle urne e quindi a favorire il centrosinistra in caso di scarsa affluenza come in questo caso? il trend si estenderà anche a livello nazionale o è solo una questione circoscritta a livello comunale? Sicuramente per il centrodestra perdere il contatto diretto con il territorio non è un buon segno mentre Grillo non sembra ancora rendersi conto che la politica perpetrata in questi mesi al popolo italiano piace sempre meno, tuttavia il Centrosinistra non deve certo adagiarsi sugli allori, i problemi organizzativi interni ed i vari dissidi restano e non scompaiono di certo con questo positivo trend elettorali a livello amministrativo, sarà capace la sinistra di risollevarsi o perpetrerà il solito comportamento autodistruttivo?

domenica 21 aprile 2013

[Editoriale] Bis mio caro, bis!


Giorgio Napolitano è stato rieletto Presidente della Repubblica Italiana con 738 voti, appoggiato dal Partito Democratico, Popolo della Libertà, Lega Nord e Scelta Civica, ma come si è arrivati a tutto questo?

Il PD in questi due giorni è totalmente imploso su se stesso in una sorta di autocombustione interna che l'ha portato alla totale disintegrazione, Marini osteggiato dai Renziani, Prodi da ben 101 franchi tiratori, tuttavia a quanto pare si reputano come l'araba fenice e prospettano di risorgere dalle proprie ceneri, lo faranno con un Renzi ammaccato a capo? perchè anche lui da questa vicenda è uscito totalmente disfatto.

Il Partito Democratico ha evidenziato tutta la sua fragilità e mancanza di spina dorsale, la totale incapacità di prendere decisioni comuni e importanti condannando il paese ad una scelta farsa e che fa comodo solo ai partiti, già proprio quei partiti che con questo gesto sono consapevoli della grave perdita di popolarità e di elettorato che avranno e che consegnano il paese nelle mani di un folle travestito da fantomatico salvatore della patria.

Il Centrodestra, PDL in primis non è certo esente da colpe, seppur da questa storia ne esce decisamente in sordina, dato che di fatto non toccava certo a loro avere in mano la situazione, eppure non hanno avuto la capacità di ribattere ai fallimenti altrui prendendo il pallino del gioco, cosa che in politica deve assolutamente avvenire quando il tuo avversario diretto cade ai tuoi piedi umiliato.

La Lista Civica di Monti ha perlomeno avanzato una propria proposta attraverso il nome di Anna Maria Cancellieri seppur decaduta perchè senza l'appoggio dei due maggiori partiti invertebrati nulla sarebbe potuto cambiare, SEL a sinistra e Fratelli d'Italia a destra han perlomeno tenuto una linea precisa e coerente e a mio avviso son quelli che ne escono maggiormente puliti da questa vicenda.

Nulla contro Giorgio Napolitano, che può piacere o meno, ma che rappresenta sicuramente la stabilità dello Stato e la salvaguardia della Costituzione, ciò che irrita gli italiani è stata semplicemente l'incapacità totale dei partiti di prendere una decisione che vada nel senso del cambiamento che gli italiani chiedono rifugiandosi nella loro vigliacca incapacità di scelta con la salita al colle implorando in ginocchio un umiliante "Bis mio caro, bis!"

Se si dovesse rappresentare l'andamento dei fatti con una vignetta immagino Berlusconi e Bersani assieme mano nella mano che implorano Napolitano di salvarli e lui che annuisce scuotendo la testa dispiaciuto.

mercoledì 20 marzo 2013

[Politica] Qual'è la situazione al momento?


Difficile fare un'analisi precisa della situazione politica attuale, è tutto assai instabile e variabile ed i possibili scenari sono in continuo divenire, ma tentiamo di raggruppare idee ed intenzioni dei vari schieramenti presenti in parlamento.

CENTROSINISTRA- E' chiaro che sarà Pierluigi Bersani a dover fare il primo tentativo per la formazione di un governo, anche in virtù dei due esponenti di centrosinistra ( seppur nuovi ) eletti Presidenti di Camera e Senato, ovvero Laura Boldrini (SEL) e Piero Grasso ( PD), Bersani per ottenere la fiducia è sempre portato a presentare gli 8 punti di programma sul quale il governo lavorerà, ovvero:

- Discussione del patto di stabilità con l'europa;
- Problemi del fronte sociale e del mondo del lavoro;
- Riforma della politica e della vita pubblica ( taglio costi politica, enti regionali, provinciali, etc...);
- Riforma della giustizia e dell'equità,
- Legge sul conflitto d'interesse, sull'incandidabilità e sull'ineleggibilità oltre che sui doppi incarichi,
- Economia verde sviluppo sostenibile,
- Diritti civili ( leggi sulle unioni civili per gli omosessuali e misure contro il femminicidio);
- Riforme per l'istruzione e la ricerca.


 Un altro problema ora per Bersani però, è anche la sfiducia di cui "gode" all'interno del suo stesso schieramento, basta pensare che oggi nella votazione interna per l'elezione del Capogruppo alla Camera Roberto Speranza (il candidato selezionato da Bersani) ha ottenuto 97 voti contrari su 297 deputati che ha il PD, segno insomma di una spaccatura interna che si fà sempre più ampia.

MOVIMENTO5STELLE- Una prima spaccatura si è verificata anche nel movimento "grillino", durante le votazioni del Presidente del Senato infatti una quindicina di senatori grillini hanno permesso l'effettiva l'elezione di Piero Grasso, Grillo ha urlato al "tradimento" da parte dei suoi per poi ridimensionare il tutto, tuttavia c'è da sottolineare come questa votazione sia stata segreta, al contrario di come avverrà invece per la fiducia al governo, avranno stavolta il coraggio di manifestare palesemente il proprio appoggio? o seguiranno i dettami del duo Grillo-Casaleggio?

CENTRODESTRA- E' piuttosto palese che il Centrodestra si tiene in piedi solo grazie al carisma ed al clamore mediatico di Silvio Berlusconi, sembrano interessati ormai esclusivamente a salvare il proprio Leader piuttosto che di occuparsi delle problematiche del paese, la manifestazione di qualche giorno fa dinanzi al Tribunale di Milano e la chiamata in piazza prevista per il 23 Marzo per la difesa di Berlusconi dai processi stanno ormai dimostrando piuttosto palesemente quello che è il reale e forse unico interesse dei parlamentari destrorsi, almeno da parte dei piedellini, tra l'altro hanno anche detto che sono disposti ad appoggiare un governo Bersani purchè il prossimo Presidente della Repubblica sia di centrodestra, insomma puro e mero scambio di poltrone al quale il PD ha subito risposto picche.

Però c'è da riconoscerli una cosa rispetto al passato, almeno ora lo dicono apertamente il proprio intento e non nascondono più le cose sotto la sabbia o camuffandole per altro ( vedi immunità parlamentare).

MONTI- Mario Monti e la sua coalizione è del tutto ininfluente ai fini dell'importanza politica, che le loro posizioni sono decisamente trascurabili.

Oggi e domani sono previste le prime consultazioni con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano per i primi tentativi di mediazione per la formazione del nuovo governo, entro qualche giorno con il primo voto di fiducia sapremo l'esito del primo tentativo Bersaniano se dovesse fallire toccherebbe al Presidente del Senato Grasso fare un secondo tentativo, successivamente sarà il Presidente della Repubblica stesso ad indicare altre possibili strade, se nessuna di queste si rivelerà percorribile si tornerebbe al voto a Giugno.

sabato 2 marzo 2013

[Politica] Cosa vogliono fare i grillini?


Cosa vogliono fare i grillini? o meglio...cosa vuole fare Giuseppe Piero Grillo? dato che deputati e sopratutto senatori grillini non sembrano poter godere di autonomia propria?

Le dichiarazioni che Casaleggio e sopratutto Grillo hanno rilasciato negli ultimi giorni non fanno certo presagire uno scenario ben preciso, inizialmente si è parlato di nessun'alleanza a prescindere, tuttavia l'apertura di Bersani verso i "grillini" sembrava aver prodotto qualche scricchiolio all'interno del Movimento, proprio Grillo però ha subito precisato che coloro che saranno favorevoli ad un alleanza con la maggioranza saranno ripudiati dal movimento, insomma pare piuttosto chiaro e lapalissiano che chi comanda è Grillo, ed i 163 parlamentari a lui legati hanno poca autonomia decisionale in merito e dovranno adeguarsi agli ordini che il "duo dirigenziale" varerà, è anche vero però che i due son stati chiari sin dall'inizio in merito, per cui chi ha aderito al Movimento ha accettato il pacchetto completo, compreso il mettere da parte la propria autonomia intellettuale, o almeno per loro ci si auspica che sia stato così, altrimenti si prevede uno sfaldamento del movimento (almeno per quanto riguarda la componente parlamentare) da qui a breve.

Andando al di là della proposta programmatica del Movimento c'è da capire come i Cinque Stelle intendano partecipare a questo governo (sempre se governo ci sarà), hanno affermato che voteranno favorevoli o contrari ( c'è sempre da capire su decisione di chi) ai singoli provvedimenti legislativi che verranno proposti in parlamento, tuttavia hanno precisato che non voteranno la fiducia a nessuno fra qualche giorno, quando Pierluigi Bersani ( detentore della maggioranza alla camera) chiederà appunto la fiducia per la formazione del proprio nuovo governo, il problema che sorge ora però è essenzialmente unico e semplice e risponde alla seguente domanda

Il Movimento 5 Stelle ha compreso che non votando nessuna fiducia a prescindere le proposte di riforme e di legge non partiranno proprio dato che non ci sarebbe nessun governo a proporle? 

Sembra che ciò non sia stato ben compreso nelle alte sfere del Movimento, e che quindi nel caso si rimanesse a questo punto si dovrà tornare alle urne molto presto, non si sa se con risultati meno instabili di quelli avuti la settimana scorsa dato che così stando le cose si tornerebbe al voto con la legge elettorale vigente che ha ci ha portati all'instabilità governativa.

E' notizia proprio di alcune ore fa, secondo la quale il Movimento si sia aperto alla possibilità di un governo temporaneo a maggioranza PD-PDL che goda dell'appoggio grillino, ma solo alle condizioni che i due partiti assieme varino l'eliminazione dei finanziamenti pubblici ai partiti, la riforma elettorale e la diminuzione dei costi e del numero dei parlamentari e che successivamente a ciò si torni subito al voto, ora le proposte possono esser buone, anzi lo sono sicuramente, tuttavia è difficile che i due contrapposti schieramenti possano essere d'accordo su come riformare il tutto, e che quindi questa ipotesi è difficilmente plausibile.

Alla fine della fiera il problema è se è normale che un paese come il nostro debba essere in ostaggio ( perchè così è) del Movimento 5 Stelle e dal fatto che un potenziale governo sia soggiogato da richieste più o meno lecite e ancora se un ignoranza evidente di come funzionino le istituzioni metta sotto scacco e allo stallo una delle democrazie più importanti del mondo, ovvero l'Italia.

Personalmente mi auspico che l'illuminazione, un vento di saggezza e responsabilità colpisca Grillo, Casaleggio ed i loro sudditi e possa portarli ad appoggiare un governo qualsiasi su proposte concrete e valide sulle quali alla fin fine tutte le forze parlamentari sembrano concordare, per poi tornare al voto fra un anno con una riforma elettorale che possa assicurare a prescindere dai risultati una maggioranza autorevole ( e sia ben chiaro, ho detto autorevole, non autoritaria!) al paese.

martedì 26 febbraio 2013

[Elezioni2013] Camera: Bersani al fotofinish Senato: Ingovernabilità


RISULTATI CAMERA


RISULTATI SENATO


( Le immagini sono prese da Repubblica.it )

Si sono rivelate delle elezioni ancora più complicate del previsto, con la coalizione di Centrosinistra nettamente favorita sulle altre con la sola incertezza del Senato ed infatti così è stato, ma con numeri assai più limitati rispetto alle previsioni.

Il Centrosinistra di Bersani la spunta per meno di mezzo punto percentuale alla Camera e (anche grazie al voto estero) si assicura il premio di maggioranza del 55% previsto dalla legge elettorale, avrà così 340 deputati, al Senato la maggioranza è risicata a soli 3 seggi in più ( così come fu con Romano Prodi nel 2006) e con soli 120 seggi è impossibile avere autonomia governativa ( ne servono 158 per una maggioranza di questo tipo).

Il Centrodestra di Berlusconi è stato autore di una grande rimonta, grazie al carisma, alla verve ed alle proposte del cavaliere è riuscito quasi a ribaltare la situazione alla Camera ed impedire la governabilità al Senato da parte del centrosinistra, conquistando 117 seggi, questo sopratutto grazie alla conquista elettorale nelle regioni più decisive, tre su tutte Lombardia, Veneto e Sicilia, per non tralasciare Campania e Puglia.

Il Movimento 5 Stelle attua 3/4 del ribaltone, conquistando il 25,5% alla Camera ( relativi a 118 deputati) e quasi il 24% al Senato ( che corrispondono a 54 senatori), visti i risultati generali quindi sarà proprio la forza di Grillo quella a cui rivolgersi per potersi assicurare una maggioranza al Senato, tuttavia è impresa assai ardua, dato che, ciò che combatte il Movimento 5 Stelle è proprio il sistema dei partiti e quindi un alleanza solida volta alla tenuta di un governo pare un ipotesi ottimisticamente parlando assai remota.

Monti si dice soddisfatto dei risultati elettorali raggiunti, tuttavia è chiaro che le aspettative erano altre, 10,5 %  (45 seggi) alla Camera e 9,1 al Senato ( 18 senatori), chiaramente una forza che sarà impalpabile o quasi per l'economia del governo che verrà, resta fuori comunque Gianfranco Fini ed il suo FLI, anche Casini e l'UDC sono andati vicini a ritrovarsi con le porte del Parlamento sbarrate.

Ed infine Rivoluzione Civile di Ingroia e Fare per fermare il declino di Giannino che restano fuori sia dalla Camera che dal Senato non raggiungendo la soglia di sbarramento in nessuna delle due ale del parlamento, assieme ad Ingroia restano fuori anche Di Pietro, Rifondazione Comunista e i Verdi.

IL COMMENTO DEI RISULTATI

Risultati che annunciano l'instabilità e l'ingovernabilità più totale frutto di una campagna elettorale che si è rivelata disastrosa per il Centrosinistra, un Bersani che alla fine è risultato impalpabile, anzi deleterio per la sua coalizione, perdere 8 punti percentuali durante tutto l'arco della campagna elettorale è un'impresa epica, certo in negativo, ma è comunque un'impresa, e sono molti quelli che oggi si pongono la domanda " E se ci fosse stato Renzi?".
Dall'altra parte l'apparente rimonta demagogica delle promesse, dei rimborsi e delle proposte che fino al giorno prima sembravano lontane anni luce dalla politica destrorsa hanno portato il Centrodestra ad una sfiorata vittoria, che poi a dir la verità di rimonta poco si tratta dato che il risultato si è mantenuto sui risultati che si auspicavano con l'ultimo sondaggio pubblicato due settimane fa, è la Sinistra che è calata a tal punto da allinearsi agli standard previsti per Berlusconi ed alleati, c'è comunque da dire che l'Italia è una nazione decisamente tendente all' "occidente politico", dato che da sempre quando ha vinto la destra lo ha fatto sempre in modo netto, mentre le vittorie di sinistra son state sempre risicate, e ciò si è rivelato veritiero anche in questo caso.

Sul fronte Beppe Grillo è stato sicuramente un successo, se prendiamo le percentuali dei voti dei singoli partiti ( e non delle coalizioni), il Movimento 5 Stelle è PRIMO PARTITO alla CAMERA e conquista il potere di poter dare stabilità o meno al Senato al prossimo governo, per cui è sicuramente una grande conquista, ora bisognerà vedere cosa intenderanno fare, come comportarsi e se veramente porteranno il cambiamento tanto promesso fin dalla nascita del movimento.

I POSSIBILI SCENARI

La palla spetterà al Centrosinistra, sulla carta vincitore di queste elezioni, tuttavia come detto con questi risultati e con questa legge elettorale che gli ha generati non può governare da solo( per via della mancanza di maggioranza al Senato) e deve creare quindi un governo di larga intesa.

PD+SEL+M5S: Numeri alla mano la prima possibilità che si paventa è un'alleanza con il Movimento 5 Stelle quindi, alleanza che però come detto, dato i principi radicanti dei "grillini" si prevede assai difficoltosa, seppur la Sicilia insegna che è possibile farlo, anche se con una stabilità di governo vacillante giorno per giorno ed una credibilità europea radente lo zero.

Questo porterebbe ad una maggioranza potenziale fittizia di 174 senatori (maggioranza fissata a 158) contro i 117 all'opposizione con tutte le riserve del caso sopra riportate.

PD+SEL+M5S+MONTI: All'alleanza precedente bisognerà aggiungere i Senatori Montiani, tuttavia questa è solo una possibilità esclusivamente teorica, nella pratica pura utopia.

Questo porterebbe ad una maggioranza utopica di 192 seggi con i soliti 117 all'opposizione.

PD+PDL Ultima soluzione apparentemente stramba ma non per questo non fattibile, seppur esclusivamente per il bene del paese, è un alleanza tra le due principali ed opposte forze, ovvero Centrosinistra e Centrodestra assieme per avviare possibili riforme strumentali ( rivisitazione della Costituzione, riforma strutturale di Camera e Senato e la riforma elettorale ad esempio), tuttavia a mio avviso questa sarebbe una possibilità volta a portare semplicemente a nuove elezioni entro qualche mese, un anno al massimo, per far si che si determini un nuovo governo con una maggioranza chiara, limpida e netta seppur con tutti i rischi del caso per il sistema così com'è conosciuto.

martedì 8 gennaio 2013

[Politica]Cosa propongono i vari schieramenti?


In vista delle ormai imminenti elezioni del 24 e 25 Febbraio 2013 che decreteranno la nuova legislatura che governerà l'Italia per i prossimi 5 anni (almeno si spera) andiamo a vedere chi si presenta e ad analizzare le singole proposte, iniziative e dichiarazioni dei vari schieramenti.

Innanzitutto quindi andiamo a vedere quali sono le maggiori forze in campo:

Il Centrodestra in nettissima difficoltà ripunta sull'alleanza PdL-Lega, non si è ancora capito con chi nelle vesti di Leader visti i continui cambiamenti di Silvio Berlusconi, di fatto detentore unico dello scettro piedellino.
Il Centro cavalca l'onda di Mario Monti e punta su di lui per confidare in una "lievitazione" di voti, esso è composto dall'UDC di Casini, FLI di Fini e Italia Futura di Montezemolo.
Nel Centrosinistra invece non è ancora chiaro se il PD di Bersani correrà da solo o se cercherà un ulteriore alleanza, fra tutte quella con SEL di Vendola.
Il Movimento 5 Stelle di Grillo ha già completato la lista dei candidati al parlamento e ciò che propone è cosa nota, rivoluzione!
Infine la lista dell'ormai ex magistrato Ingroia con alleato l'IDV di Di Pietro.

Scendendo nel dettaglio andiamo quindi a scoprire i programmi:

Il Centrodestra punta sull'abbassamento netto della pressione fiscale con l'urlo di battaglia "toglieremo l'IMU" e punta su una riforma costituzionale che permetterebbe al Presidente del Consiglio maggiori poteri nelle sue mani, altro pallino del Centrodestra è la riforma della giustizia sulla falsariga del precedente governo Berlusconi, la Lega Nord infine preme affinchè il 75% delle tasse pagate dalla Lombardia restino sul territorio.

Il Centro con cui Mario Monti ha deciso di presentarsi proseguirà sulla via del rigore e dell'austerità portati avanti sino ad ora dal Professore, tuttavia con qualche possibile alleggerimento fiscale nei prossimi anni, altro cavallo di battaglia sarà la riforma elettorale.

Il Centrosinistra, ovvero il PD punterà ad una maggiore equità sociale, ad esempio attraverso la
così detta "Patrimoniale", ovvero una tassa aggiuntiva per coloro che hanno beni immobili superiori ad una determina cifra ( si parla di valore catastale intorno a 1,5-2 milioni di euro) e maggiore equità fiscale in base al proprio reddito, altro tema di campagna elettorale è stata l'uguaglianza dove la maggiorparte dei candidati in parlamento è difatti di sesso femminile, e sullo stesso percorso il PD intende promuovere le unioni civili fra persone dello stesso sesso con riferimento alla legge tedesca, possibile ma non certa l'alleanza con Sinistra Ecologia e Libertà di Nichi Vendola.

Il Movimento 5 Stelle di Grillo punta unicamente sullo scardinare il sistema, sul rivoluzionare il tutto cavalcando l'onda dell'anti-politica, dato che di fatto non si sono ascoltate proposte concrete in tema di economia, fisco, giustizia, questione sociale e diritti civili.

La lista di Ingroia e dell'Italia dei Valori pone le basi della sua alleanza a favore dei temi riguardanti illegalità e lotta alle mafie.

Infine alcune mie riflessioni personali,vedrei queste imminenti elezioni come "il Presente, il Passato ed il Futuro" e cioè:

Il Centro montiano rappresenta il presente, ovvero il proseguire la politica attuata negli ultimi due anni dal governo tecnico, il Centrodestra rappresenta il ritorno al passato con la solita alleanza, i soliti volti e le solite proposte trite e ritrite ed infine il Centrosinistra rappresenterebbe il Futuro o almeno un qualcosa che guardi ad esso attraverso iniziative popolari, maggiore apertura sociale ed equità, tutte proposte al passo con i tempi che stiamo vivendo, il Movimento 5 Stelle rappresenta tutto ciò che della politica ha stancato, rappresenta la sfiducia del popolo nelle sue istituzioni, ma rappresenta anche la mancanza di proposte vere ed effettive, se Grillo dovesse vincere cosa succederebbe? probabilmente neanche loro lo sanno, infine l'alleanza dei due magistrati Ingroia e Di Pietro rappresenta l'ennesima discesa in campo di personaggi che con la politica dovrebbero averci a che fare poco o nulla.

martedì 1 gennaio 2013

[Politica] La mia riforma governativa


Questa sarebbe la mia suddivisione (per regioni) del numero di deputati(primo numero) e senatori (secondo numero) di cui ogni regione potrebbe essere rappresentata in parlamento, questo porterebbe ad una sicura rappresentanza per ogni regione italiana ( almeno 1 deputato per regione) e riduce notevolmente il numero di deputati e senatori.

La suddivisione ricalca molto il modello americano, solo che al contrario delle elezioni americane il numero non corrisponde al numero di voti che andranno poi ad eleggere il Presidente, ma il numero dei deputati e senatori che ogni regione può eleggere per il parlamento, il numero è variabile a seconda della popolazione ovviamente ed il calcolo è molto semplice, la formula è la seguente:

300.000 abitanti = 1 deputato

N° senatori = N° deputati/2

Ogni calcolo è arrotondato per eccesso.

E questo quindi porterà alla seguente suddivisione ( in ordine decrescente di popolazione):

REGIONE           DEPUTATI          SENATORI

LOMBARDIA           33                          16
CAMPANIA             19                           10
LAZIO                       19                           9
SICILIA                     17                           8
VENETO                   16                           8
PIEMONTE               15                           7
EM.ROMAGNA        15                           7
PUGLIA                     14                           7
TOSCANA                12                           6
CALABRIA                7                            3
SARDEGNA               6                            3
LIGURIA                    5                            3
MARCHE                   5                            3
ABRUZZO                 4                            2
FRIULI V.G.              4                             2
TRENTINO A.A        3                             2
UMBRIA                    3                             2
BASILICATA            2                              1
MOLISE                    1                              1
V.D'AOSTA              1                              1

Questo porterà ad un complessivo di  201 deputati e 101 senatori, per un totale di 302 parlamentari.

La popolazione di 300.000 abitanti è un numero arbitrario da me selezionato e ritenuto congruo per raggiungere un numero di rappresentanti congruo, ma può essere diminuito se il numero di parlamentari viene ritenuto insufficiente o troppo divergente dalla situazione attuale o di conseguenza aumentato se il numero è ritenuto eccessivo.

E' ovviamente una bozza molto sommaria e rustica che non tiene conto di numerosi fattori, come ad esempio le circoscrizioni provinciali, ma che potrebbe rappresentare un buono spunto su cui lavorare, concordate?

Si, ma a chi andranno questi deputati e senatori ripartiti per regione? a quale partito?

Semplice!Maggioranza! Il partito che avrà preso il maggior numero di voti, conquista tutta la posta in palio per quella determinata regione in cui è risultato primo partito, questo porterebbe in modo semplice anche ad una maggioranza ben distinta e netta.

martedì 30 ottobre 2012

Politica: Elezioni Regionali Sicilia, quando il voto determina l'ingovernabilità


PALERMO- Il voto regionale in Sicilia ha determinato un forte equilibrio fra gran parte dei candidati, la vittoria di Rosario Crocetta con l'asse PD-UDC è solo una vittoria apparente in quanto il nuovo Presidente della Regione non avrà la maggioranza effettiva per governare indisturbato.

Andiamo infatti ad analizzare i risultati candidato per candidato:

Rosario Crocetta(PD+UDC+ALTRE LISTE) 30,5 %
Nello Musumeci(PDL+LADESTRA) 25,5 %
Giancarlo Cancelleri(Movimento5Stelle) 18,2 %
Gianfranco Miccicchè(GRANDESUD+FLI) 15,4 %
Giovanna Marano(SEL+IDV) 6%

Rosario Crocetta è quindi il nuovo Presidente della Regione, tuttavia i seggi del consiglio regionale vengono ripartiti in base ai risultati delle singole liste, andiamo quindi ad analizzare i voti ottenuti dai singoli partiti e dal Movimento5Stelle(che non si definisce un partito ma un movimento popolare appunto):

Movimento5Stelle 14,9 %
PD 13,5 %
PDL 12,9 %
UDC 10,8 %
MPA 9,5 %
MOVIMENTO CROCETTA PRESIDENTE 6.2 %
CANTIERE POPOLARE 5.9 %
NELLO MUSUMECI PRESIDENTE 5.6 %

Tutti gli altri sotto il 5 % sono fuori dal Consiglio Regionale per la così detta "soglia di sbarramento", tra cui spiccano SEL e IDV rispettivamente al 3.1 e 3.5 %.

Questo quindi determinerà un attribuzione dei seggi che non permetterà al neo presidente Crocetta una maggioranza netta, e quindi sarà necessario creare delle alleanze per determinare una maggioranza e quindi la governabilità della regione, il Movimento5Stelle ha già dichiarato che di alleanze non ne farà ma voterà i vari provvedimenti secondo coscienza al di là di chi l'abbia presentati o meno.

L'analisi politica in se vede comunque un crollo dei partiti classici, basti pensare che il PDL alle scorse regionali raggiunse da solo il 33%, oggi si è fermato a poco meno del 13%, unico a guadagnarci come si auspicava è stato il Movimento di Grillo che dal 2% delle scorse sale al 15% diventando addirittura primo partito della regione, nei palazzi romani tale risultato inizia già a far tremare numerose poltrone.