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mercoledì 7 novembre 2012

Politica: Elezioni USA, non solo il Presidente...

Non si è votato solo per il Presidente degli Stati Uniti, il rinnovamento di Camera e parte del Senato e l'elezione di alcuni Governatori in vari stati, ma anche su vari referendum.

Washinghton, Massachusets e Colorado hanno dato il via libera alla legalizazzione della Marijuana per uso personale, quest'ultimo anche per scopi "ricreativi"..

Sono comunque i primi tre stati americani a prendere una decisione in merito attraverso referendum popolare.




 La Florida ha invece votato contro il taglio ai sovvenzionamenti pubblici per l'aborto, secondo le maggiori tv americane il NO ha avuto la meglio con il 55% contro il 45% dei favorevoli.





Il Maine invece ha detto SI ai matrimoni gay, al contrario invece del Minnesota che si è espresso negativamente al riguardo.

E' la prima volta, nel caso del Maine, che un referendum popolare in materia di nozze gay si esprime in modo favorevole.




Ultima tema, ma non certo ultimo per importanza, è quello sulla pena di morte, dove la California era chiamata a decidere per l'abolizione o meno, in caso di abolizione sarebbe subentrato l'ergastolo irreversibile a vita, tuttavia il 54% degli elettori californiani si è detto contrario a l'abolizione della pena capitale. Dei 50 stati americani solo 17 hanno eliminato la pena di morte, ultimo in ordine temporale è stato l'Illinois.



Ricapitolando quindi:

LEGALIZAZZIONE DELLA MARIJUANA PER USO PERSONALE

Washington    SI
Massachusets SI
Colorado        SI

TAGLIO FONDI PUBBLICI PER L'ABORTO

Florida         NO

NOZZE GAY

Maine           SI
Minnesota     NO

ABOLIZIONE PENA DI MORTE

California     NO

Elezioni USA: Barack Obama confermato presidente


Barack Obama resta il 44° Presidente degli Stati Uniti d'America, il testa a testa tanto temuto non si è verificato, Obama ha conquistato 332 Grandi Elettori contro i soli 206 dello sfidante repubblicano Mitt Romney, insomma il tanto temuto voto sul filo di lana non è avvenuto, almeno non in modo così ecclatante, in stati chiave come la Virginia(13) e la Florida(29) il democratico Barack ha vinto di misura, aggiudicati anche altri stati ritenuti decisivi come l'Ohio(18), in cui secondo la tradizione chi non vince qui non è mai stato eletto presidente, ed il Colorado(9), insomma nessuna sorpresa, anzi, decisamente oltre le più rosee aspettative per il presidente uscente.

Ma come funziona esattamente il voto americano?

Funziona attraverso l'attribuzione dei voti popolari a terzi , ovvero, il popolo non elegge direttamente il Presidente ma assegna l'incarico a dei Grandi Elettori suddivisi per i vari stati, il numero dei Grandi Elettori varia a seconda della popolazione dello stesso(ad esempio la California ne assegna 55 contro i soli 3 del Wyoming), di conseguenza il Presidente quindi potrebbe anche essere eletto con un numero di voti popolari inferiore rispetto a lo sfidante, ad esempio conquistando tutti gli stati chiave, quelli con più Grandi Elettori per intenderci.

Tale meccanismo di voto può sembrare strano ed ingiusto, ma stiamo parlando degli Stati Uniti d'America e di una Repubblica di Stati Federali, quindi, devono essere gli stati a decidere il loro Presidente.
Inoltre si è votato anche per il rinnovo della Camera e di un terzo del Senato, la camera vedrà una netta maggioranza Repubblicana, mentre il Senato una lieve maggioranza Democratica, insomma resta l'equilibrio avuto negli ultimi 4 anni.

Di seguito la cartina delle "conquiste" per ognuno dei due candidati, in blu potrete vedere gli stati conquistati da Obama, in rosso quelli per Romney, e come spiegato prima, potrebbe apparire come una netta predominanza rossa, anzi è così,  ma non conta il numero di stati ma quanti Grandi Elettori esso assegna (presa da Repubblica.it)

http://www.repubblica.it/static/speciale/2012/elezioni-usa/presidenziali.html

Barack Obama sarà quindi ancora il Presidente degli Stati Uniti d'America per altri 4 anni.

martedì 6 novembre 2012

La mia previsione sulle elezioni USA

OK, questa è la mia previsione definitiva veritiera, ho tenuto in considerazione le roccaforti democratiche e repubblicane, assegnando stavolta quelle in bilico a Romney, è proprio vero che è l'Ohio a fare la differenza, trenta voti di differenza allargano o diminuiscono la forbice in modo vertiginoso.

martedì 23 ottobre 2012

Politica: Elezioni Usa, Obama vince il terzo ed ultimo scontro


BOCA RATON- Dopo la vittoria nel secondo dibattito, Barack Obama vince anche il terzo ed ultimo scontro.

Il tema centrale della serata è stato, o meglio, sarebbe dovuto essere la Politica Estera, ma il candidato repubblicano Mitt Romney si è spesso e volentieri rifugiato su quella interna ripiegando sul solito discorso riguardante disoccupazione e classe media, sicuramente temi importanti ma che erano già stati abbondantemente discussi nei due dibattiti precedenti.

Lo scontro si apre sul discorso della "Marina" quando Romney afferma che la "U.S Navy" ha meno navi rispetto al 1916 e al quale, uno spigliato Obama, risponde ironicamente:

"Se è per questo abbiamo anche meno cavalli e baionette"

Nonostante la ferrea disciplina da parte del moderatore Bob Schieffer nello studio non si è potuto non udire un formicolio contenuto di risate che sarebbero volute esplodere decisamente in modo più fragoroso, Obama tornando serio ma allo stesso tempo ironico ha poi continuato:

"Governatore (rivolgendosi a Romney ovviamente) deve sapere che le cose sono molto cambiate, abbiamo quelle cose chiamate portaerei che servono per far atterrare gli aerei appunto, e quelle navi che vanno sott'acqua, i sottomarini nucleari."

Romney a questo punto come detto, tenta di rifugiarsi nella politica interna alludendo alla battuta sui sottomarini di Obama:

"Si, sott'acqua come lo è mezza america!" riferendosi alla classe medio-bassa appunto, poi però fa allusioni al futuro e afferma: "Io sono ottimista riguardo il futuro, io voglio la pace", e accusando Obama di voler continuare la guerra in Iran conclude:

"Io voglio vedere la pace in questo paese, poi però dalla politica estera ripiega nuovamente su quella interna e dice: Qui ci sono due percorsi possibili, uno è quello del Presidente attuale che ci porterà a fare la fine della Grecia e che ci porterà a 20 milioni di americani senza lavoro, e l'altro è il mio con 12 milioni di nuovi posti per la gente."

Insomma gira che ti rigira Mitt Romney per più di cinque minuti sulla Politica Estera non ce la fa a stare e Obama tenta di ribattere proprio su questo continuo "cambiamento" di Romney e sulle sue indecisioni e instabilità sugli esteri e afferma:

"Come può un Presidente cambiar idea in continuazione, ad esempio sulla Cina, non è possibile attaccare sconsideratamente la Cina, uno dei paesi leader dell'economia mondiale, rompere i ponti con loro sarebbe una cattiva scelta, piuttosto c'è da concentrarsi sul giocare ad armi pari ed in modo pulito, afferma Obama riferendosi ai bassi costi di produzione e alla falsificazione dei prodotti commerciati, poi conclude: l'America ha bisogno di una leadership forte e ferma, magari decisa, dura, ma fatta di un agenda ben precisa."

Gli altri temi della serata, rimanendo a fatica sulla politica estera sono stati, la primavera araba, l'Afghanistan e la recente crisi siriana, dove i due, seppur su diverse idee sul come e sul quando sembrano concordare, se Obama preme per la risoluzione confidando sulla collaborazione di Israele, Romney spinge per l'armamento ai ribelli, con Obama che smonta però presto tutto con la saggia considerazione del problema nel caso le armi finissero nelle mani dei terroristi.

Insomma Obama ha dimostrato di avere le idee decisamente più chiare, al contrario del repubblicano Romney che quando non sa cosa rispondere torna sul discorso disoccupazione e lavoro, con il moderatore della serata che spesso e volentieri è dovuto intervenire affermando " Ma non dovevamo parlare di Politica Estera?".

 Concludendo, i sondaggi in fondo parlano chiaramente, il più veritiero dà Obama vittorioso nel dibattito 48 a 40(CNN) che a questo punto, almeno riguardo i così detti "debates" vince per 2-1 in rimonta, ora però non resta che attendere le ormai imminenti elezioni.

giovedì 4 ottobre 2012

Politica: Elezioni americane, Romney vince il primo confronto.


Ieri sera, davanti all'intera America, Barack Obama e Mitt Romney si sono confrontati in un dibattito pubblico in vista delle ormai imminenti elezioni americane che decreteranno il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America per i prossimi 4 anni.

Secondo i sondaggi da parte della CNN(forse il più importante canale d'informazione americano) Mitt Romney è stato preferito dal 67 % degli americani in questo dibattito, è apparso più sveglio, spigliato e con la risposta pronta a dispetto di un Obama apparso spento ed insicuro, Obama prima del dibattito aveva solo 3 punti percentuali di vantaggio sul suo rivale, dopo questo dibattito nettamente fallito sarà ancora così?

I punti cruciali della contesa televisiva sono stati due, Tasse e Lavoro, quando Romney affermava che bisognava abbassarle e creare nuovi posti di lavoro Obama ha risposto: Lo abbiamo già fatto! Lo abbiamo già fatto! con Romney che ribatteva: Ed eccone i risultati!

Insomma a quanto pare Romney è riuscito a rovesciare le carte in tavola, se dovesse vincere farà davvero gli aerei con i finestrini apribili?Affermo ciò in base alla sua dichiarazione qualche settimana fa nel quale si chiedeva del perchè i finestrini degli aerei non si potevano aprire, insomma, un futuro genio pare essere indirizzato verso la poltrona più importante del pianeta Terra, per non parlare delle sue dichiarazioni sui "poveri" e contro i matrimoni gay, insomma l'America sembra pronta a fare qualche passo indietro.

Voglio precisare che non solo filo-Obama, ma può davvero un uomo come Mitt Romney che fa tali affermazioni essere il futuro degli Stati Uniti e di conseguenza del mondo intero? Personalmente la vedo solo come una regressione che in questo momento della civiltà umana non porterà a nessun cambiamento radicale e necessario.