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sabato 5 dicembre 2015

POLITICA, VLADIMIR IL GRANDE

Vladimir Putin
Vladimir Putin
Fino a qualche mese fa la sua popolarità estera era ai minimi termini mentre quella in patria in fondo è sempre rimasta intonsa, ma cosa è cambiato negli ultimi mesi tanto da trasformare Putin da un violatore di diritti umani e nemico del progresso a salvatore del mondo? Sicuramente i recenti fatti di Parigi e la conseguente dichiarazione di guerra del mondo occidentale all'Isis ha portato il Presidente Russo ad essere un reale protagonista nella lotta vera contro il terrorismo, di fatto i raid aerei russi contro il sedicente stato islamico sono stati praticamente dieci volte di più in un solo mese rispetto a quelli della "coalizione" in metà anno, inoltre i recenti dissidi tra Russia e Turchia stanno mostrando al mondo tutto il carisma del leader russo che a muso duro ha affrontato il Presidente turco Erdogan optando per delle sanzioni contro Ankara oltre all'embargo in terra di Russia di tutto ciò che è turco, calciatori compresi!Si, infatti Putin ha con un decreto vietato alle squadre russe di acquistare giocatori turchi durante il mercato di riparazione di Gennaio, una scelta più mediatica che altro questo è certo, ma che dimostra la sua verve e la sua decisione del difendere il proprio paese, la propria identità e le proprie decisioni sia in politica interna ma sopratutto estera, tutto ciò ha quindi inevitabilmente portato il mondo a vedere Vladimir Putin con occhi diversi, ma la realtà è davvero questa? E' davvero Putin l'unico in grado di portare una minaccia seria contro l'Isis e tutti coloro che sono loro alleati? La risposta è si e no...

La Russia è da sempre alleata del regime siriano di Bashir Al Assad, attuale governatore della Siria, la quale però come tutti sappiamo è ormai totalmente nelle mani dello stato islamico, il paese sovietico, così come gli Usa, la Cina, Francia, Italia, Germania e molti altri ha da sempre fornito a questi paesi armi, munizioni ed ogni qual sorta di sovvenzionamento militare in cambio di denaro, questo in particolar modo ai tempi della guerra del golfo, armi che oggi ritroviamo nelle mani sbagliate anche a seguito dell'accidentale caduta dei governi Hussein in Iraq e Gheddafi in Libia non seguiti da una reale politica di democratizzazione dei paesi invasori che hanno portato l'Isis a dominare la scena in praticamente tutto il medio-oriente, ora i russi accusano i Turchi di collaborare con i terroristi(cosa in parte vera), dall'altra parte l'accusa è la stessa, quindi per Putin questa è una mossa per accalappiarsi l'opinione pubblica mondiale mentre sottobanco prosegue con i suoi interessi insieme all'amico Assad o ha reale interesse nello sconfiggere lo stato islamico ed i suoi nemici?Di certo fino ad ora le battaglie per la "giustizia" di matrice americana non hanno portato altro che disastri nei paesi invasi prima e per tutto il mondo poi, che con lo zampino e la guida di Grande Madre Russia le cose possano andare diversamente? Di certo Putin si sta giocando tutto in questi mesi, nel bene e nel male è il suo momento...

sabato 22 giugno 2013

[Editoriale] Cosa sta succedendo in Turchia e in Brasile?


Le proteste in atto in Turchia prima ed in Brasile oggi sono ormai la notizia principale di qualsiasi testata giornalistica, ma perchè stanno protestando? le motivazioni che spingono alle manifestazioni di piazza sono assai differenti per i due paesi.

In Turchia le proteste sono in atto ormai da quasi in mese e sono nate a causa della "nuova politica" del premier turco Erdogan, egli vorrebbe riportare nel suo paese la cultura islamica con tutti gli oneri e gli onori connessi, ad esempio è stato proibito alle hostess della compagnia di bandiera di poter utilizzare rossetti con colori troppo sgargianti o vestiti eccessivamente succinti perchè questo invoglierebbe l'uomo al peccato.

La Turchia negli ultimi anni ha tentato svariate volte di aprirsi al popolo occidentale, non solo economicamente attraverso la richiesta di far parte dell'unione europea, ma anche un'apertura culturale del popolo stesso verso lo stile e le abitudini di vita occidentali sempre però ovviamente mantenendo intatto il proprio credo e la propria identità islamica, ovviamente tralasciando l'estremismo e il fanatismo religioso, tuttavia a quanto pare la politica governativa da qui a qualche tempo è cambiata, e di certo questo voler far ritorno alla filosofia islamica del passato non è un passo avanti verso l'Europa, mentre altri paesi arabi fanno il processo inverso ( vedi la primavera araba con Tunisia, Libia, Algeria ed Egitto seppur con tutte le difficoltà annesse e connesse) la Turchia sembra voler arretrare, ed il popolo questo l'ha percepito chiaramente.

Le proteste sono state duramente represse dal governo, anche oltre i limiti, la cronaca narra di acidi e fumi tossici che avrebbero provocato ai manifestanti ustioni ed irritazioni più o meno gravi, anche la polizia non sembra certo avere il polso debole anche con i giornalisti internazionali accorsi sul posto, riuscirà il popolo turco a fermare la retrograda filosofia governativa o la Turchia è veramente destinata ad arretrare nell'ormai vecchia filosofia islamica? a mio avviso il popolo turco non ha per nulla voglia di restare indietro rispetto al resto del mondo e farà di tutto per proseguire nella lotta contro la politica del proprio governo.


Dall'altra parte del mondo le cose non sono differenti, seppur come detto le motivazioni che spingono il popolo brasiliano a scendere in piazza sono altre, a scatenare il tutto l'aumento del prezzo dei biglietti del trasporto pubblico, ovviamente è stata solo l'ennesima goccia di un vaso ormai satollo e che è fatalmente traboccato.
La Presidente brasiliana è accusata di aver sperperato ingenti somme di denaro pubblico per i Mondiali di calcio, che si terranno nel paese verde-oro il prossimo anno, il che in effetti corrisponde al vero mentre nelle periferie delle enormi metropoli negli ammassi di ferraglie abitati la gente vive di fame e stenti, mentre la scuola pubblica è abbandonata a se stessa, ed il ceto medio inizia a far fatica a soddisfare i propri fabbisogni giornalieri, nonostante il paese è ormai da anni un'economia in crescita non sembra essere così per il popolo, ma esclusivamente per banche, industrie ed aziende.
La Presidente ha promesso dialogo, ma tolleranza zero contro la violenza e manifestazioni che si spingano oltre i limiti della legalità, l'aumento del prezzo dei biglietti del trasporto pubblico è stato revocato, tuttavia è un pò tardi per rinunciare ai mondiali visto che gli stadi son stati costruiti ed il denaro è stato ormai investito, le proteste in Brasile sono partite solo da qualche giorno per cui seguiremo l'evolversi della situazione nelle prossime settimane.